Sicurezza
Permessi di soggiorno a pagamento
Condannate 10 persone: lavori fasulli per regolarizzare gli stranieri
LUCCA. Agiva come un'associazione a delinquere con ruoli e azioni mirate per lucrare sulla necessità degli stranieri di regolarizzarsi. Da chi aveva messo in piedi il business a chi lo rendeva possibile intervenendo come datore di lavoro fittizio o professionista incaricato di elaborare la documentazione.
A distanza di sei anni dagli arresti, l'inchiesta "Gelsomino", dal nome di un venditore di fiori da cui partirono le indagini, è arrivata al traguardo del primo grado di giudizio: dieci le persone condannate, otto quelle assolte. È stato il secondo collegio (presidente Salutini, a latere D'Auria e Giovannelli) a pronunciare la sentenza che riconosce l'esistenza di un'associazione a delinquere per ottenere permessi di soggiorno dietro il pagamento di assunzioni fasulle. Un'associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina e al falso ideologico. Tra i condannati c’è anche Nadeem Hasnain Naqui Syed, 46 anni, domiciliato a Lucca. Per lui la pena è di 2 anni.
Per la Procura della Repubblica, pm Giovanni Porpora, gli imputati avevano alimentato, con responsabilità diverse, un traffico di regolarizzazioni fasulle che venivano fatte pagare 3mila euro ciascuna. Le assunzioni avvenivano in imprese esistenti solo sulla carta e dotate alla bisogna di prestanome che si offrivano come datori di lavoro di possibili badanti, a volte immigrati stessi, bengalesi, senegalesi, cinesi, egiziani e pachistani. Secondo l'accusa l'organizzazione si muoveva in varie province. Tra cui Lucca.
(p.b.)
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