Lutto
I furbetti dei rifiuti infestano la Valle
Tante discariche a cielo aperto nelle frazioni di confine Nel mirino chi non vuole fare la raccolta porta a porta
COREGLIA. La Valle come una discarica a cielo aperto? Per qualcuno, forse, sì. Nonostante, infatti, da anni le varie amministrazioni comunali abbiano stretto accordi con le polizie locali e le associazioni di cittadini per controllare e segnalare i furbetti che conferiscono impropriamente rifiuti a tutte le ore del giorno, il fenomeno è ben lungi dall'essere debellato. Coreglia Antelminelli e Gallicano sono i comuni più "battuti" dai soliti incivili che, di solito provenienti dai comuni limitrofi, lasciano di tutto nei cassonetti, laddove magari altrove non possono perché limitati dalla raccolta porta a porta.
«È un fenomeno che non cessa, nonostante gli avvisi e i rischi di sanzioni - ammette Loris D'Alfonso, presidente della Associazione nazionale carabinieri di Coreglia Antelminelli - e il flusso è costante. Di solito, appena interveniamo sul fatto, nasce la paura di denunce e spesso i rifiuti vengono tolti dai cassonetti, ma in molti casi c'è menefreghismo». Le aree preferite sono quelle nelle frazioni di confine: Calavorno, Piano di Coreglia, Piastroso e la montagna coreglina, ma tutti hanno una matrice comune: «Oggettivamente, dati alla mano - continua D'Alfonso - si tratta di residenti nei comuni confinanti. A Calavorno troviamo sempre gente di Borgo a Mozzano che magari lavora in zona e attraversa il ponte sul Serchio e lascia la roba, oppure molti da Bagni di Lucca, anche delle frazioni più lontane. Piano di Coreglia, invece, è l'area preferita dai barghigiani, perché più in prossimità di Ponte all'Ania».
D'Alfonso, per dire, ne ha beccato uno a calavorno, e il sindaco Valerio Amadei un altro al Piano, nel giro di poche ore: «La legge parla chiaro - continua il presidente -. Se li prende la polizia, questa eleva il verbale (la multa arriva fino a 500 euro, ndr), mentre noi siamo abilitati a informarli che non devono portare rifiuti, prendere numero di targa e avvisare le autorità». Curioso poi, l'identikit del “furbetto medio”: «Di solito è un uomo, specialmente nelle ore mattutine e dopo le 21, quando intensifichiamo i controlli. Ma si trova di tutto: dall'azienda edile che scarica residui di impianti elettrici, al medico privato che getta materiale sanitario e forse anche farmaci, ad interi appartamenti ammobiliati, con predilezione per gli elettrodomestici». Una vergogna, insomma, che investe anche la vicina Gallicano, divisa da Coreglia solo dal Serchio. E anche qui, andando a caccia di discariche a cielo aperto, c'è l'imbarazzo della scelta. L'ultima "scoperta" è stata fatta proprio ieri mattina da alcuni residenti che hanno percorso la Via di Cardoso, scendendo a valle: sul ciglio della strada c'era un negozio di arredamenti ed elettrodomestici usati. A tal proposito, il consigliere di maggioranza Riccardo Rigali, manda messaggi: «Nonostante il servizio gratuito di raccolta messo a disposizione da Gea, sempre più spesso abbiamo notato il crearsi di piccole discariche abusive. A questo punto dovremo valutare le opportunità e i costi di installare strumenti di videoregistrazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
