Sicurezza
Domanda di concordato per lo scalo di Tassignano
Per continuare l’attività l’assemblea dei soci ha detto no alla ricapitalizzazione Adesso il futuro dell’aeroporto passa dal bando per l’ingresso dei privati
CAPANNORI. L'aeroporto di Tassignano è al bivio. L'assemblea dei soci della Aeroporto di Capannori spa, che gestisce l'avioscalo di Tassignano, nella riunione di ieri ha indetto un bando per favorire l'ingresso dei privati nella società di gestione dell'aeroporto.
Nella stessa riunione è stato deciso di non procedere alla ricapitalizzazione della società e di presentare domanda di concordato per continuare l'attività. Una decisione inevitabile, visto che da tempo il Comune, socio di maggioranza col 90 per cento (gli altri soci sono per il 6,2% la Provincia e per il 3,8% la Camera di Commercio) ha espresso la volontà di vendere la maggioranza delle quote a privati, per ridare slancio all'aeroporto e consentire all'infrastruttura di camminare con le proprie gambe (ma restando comunque con una quota di controllo).
Per i soci pubblici è diventato insostenibile contribuire al risanamento dei debiti (circa 2 milioni e 299 mila euro di perdite nel 2015) dello scalo aeroportuale, che svolge sì funzioni importanti ma non di primario interesse per i cittadini. Per quanto riguarda il bando è un passo avanti che arriva dopo la manifestazione di interesse presentata nei giorni scorsi da parte di cinque soggetti nel settore dell'aviazione civile (Peak 6 best marble), dell'innovazione aerospaziale (Arteco, Sima e Avionica e Sigma Ingegneria) e da un'azienda edile locale, la San Colombano Costruzioni.
Per l'aeroporto potrebbe essere una svolta storica, con prospettive di sviluppo interessanti, soprattutto in tema di innovazione, con l'idea di creare a Tassignano un centro aerospaziale che sarebbe l'unica realtà del genere in Toscana. Adesso dovranno essere fissate le quote da vendere. Poi il bando dovrà essere discusso e approvato dal consiglio comunale in una seduta che si annuncia "calda", e la delibera condivisa con Enac, l'ente per l'aviazione civile.
«Per quanto riguarda l'aeroporto stiamo vivendo una fase di svolta – sottolinea l'assessore alle partecipate Ilaria Carmassi – e in linea con quanto concordato con i consiglieri comunali di maggioranza, abbiamo evitato una nuova ricapitalizzazione della società. Il Comune non può farsi carico per troppo tempo di una società che non svolge funzioni primarie per i cittadini. Piccoli contributi se servono, ma nulla di più».
La cessione delle quote segnerebbe la fine della gestione pubblica dell'avioscalo che tenta un faticoso rilancio. «Una scommessa che possiamo vincere se riusciamo a fare entrare un privato che realizzi un piano di sviluppo sostenibile dell'infrastruttura per fare di Capannori un punto di riferimento in Toscana sul tema dell'innovazione – spiega Carmassi – auspichiamo che le quote siano acquisite da una o più società di quelle che hanno manifestato interesse o da altre, per rendere l'aeroporto un luogo di sviluppo e di idee all'avanguardia. Per questo lo abbiamo supportato anche finanziariamente in questi anni. Il lavoro diplomatico del sindaco Menesini in questi due anni per la concessione ventennale da Enac ha reso questa struttura più appetibile. Ci auguriamo che anche i consiglieri comunali di minoranza vogliano contribuire in modo positivo».
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