La manifestazione
Allarme mosca per gli olivicoltori
L’attacco è arrivato poco prima della raccolta, si va verso una frangitura anticipata per avere olive sane
LUCCA. La promessa rischia seriamente di non essere mantenuta. La promessa è quella “fatta” agli olivicoltori – nei mesi passati – dalle proprie piante, con una fioritura prima e una fruttificazione poi che facevano sperare in un altro anno straordinario per la produzione di olio. Una sorta di ulteriore rimborso di madre natura, dopo una stagione (quella del 2014) che rimarrà nella storia per la produzione praticamente azzerata a causa della mosca olearia. Al contrario quella del 2015 era stata una stagione eccezionale, sotto tutti i profili, sia in quantità che in qualità, con una straordinaria fruttificazione e una mosca olearia che non si era proprio fatta vedere. E quella che va a cominciare che stagione sarà?
Le premesse (e le promesse) come detto, facevano ben sperare, ma proprio nelle ultime settimane prima della raccolta ha cominciato ad arrivare lei, la temuta mosca olearia. Il primo allarme è arrivato da Federagri Toscana, il cui presidente Enzo Rossi aveva stimato nel 30% la perdita media di produzione nella nostra regione. A provocare questa proliferazione della mosca, secondo l’analisi di Federagri, le particolari condizioni meteo. La pioggia, a lungo attesa e arrivata nelle ultime settimane, da sola non avrebbe rappresentato un problema. Il fato è che è stata accompagnata da temperature ben al di sopra delle medie stagionali. E questa lunga e umida estate calda ha favorito appunto il proliferare della mosca.
In realtà a sentire gli olivicoltori, in diversi casi, nonostante l’estate parecchio secca l’insetto aveva iniziato a far capolino già da qualche settimana, anche prima delle piogge di fine estate. Anche se si trattava di una presenza sporadica. Quella che sta colpendo adesso è la larva alla “terza età”, cioè al terzo stadio di sviluppo, e il monitoraggio dell’Arsia Toscana conferma l’attacco agli olivi della nostra zona. In particolare nella Piana, dove mediamente l’incidenza sulla produzione al momento si aggira su una media del 10% di raccolto danneggiato, con valori comunque molto oscillanti da zona a zona, con alcune coltivazioni finora rimaste intatte e altre, come a Segromigno o a Tofori, dove si toccano percentuali del 20 e addirittura del 25%. In sintesi, non sarà l’annata eccezionale che si sperava fino a qualche settimana fa ma, al tempo stesso, siamo fortunatamente lontani dall’incubo del 2014. «Sarà un’annata media», conferma con perfetta sintesi Augusto Orsi, produttore nella zona del Compitese. «Si salvano solo le olive che sono state trattate – continua – o biologicamente come nel mio caso, visto che produco olio bio, o chimicamente».
La prima impressione è che questo attacco delle ultime settimane sia destinato a incidere più sulla qualità che sulla quantità. Ma, alla fine, anche il “quanto” ne risentirà. Questo perché in molti decideranno di anticipare la raccolta e la frangitura, proprio per non dare il tempo alla mosca di colpire. Ma frangere un’oliva ancora non completamente matura vuol dire da un lato avere un olio decisamente migliore, ma dall’altro anche una resa molto più bassa. Quindi anche la quantità ne risentirà.
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