Gioco
Un mese senza treni, i pendolari sono già in piena agitazione
Le Ferrovie rassicurano: non lasceremo a piedi nessuno tra Lucca e Viareggio. Più penalizzati i viaggiatori con l’obbligo del cambio di mezzo
LUCCA. I timori e le rassicurazioni, i disagi e i rimedi. All’azione di Ferrovie dello Stato - l’interruzione del servizio ferroviario sulla tratta Lucca-Viareggio dal 7 novembre al 4 dicembre per i lavori di manutenzione definita ordinaria alla galleria che collega la Versilia e la Lucchesia - è corrisposta la reazione dei pendolari, per nulla contenti di dover ripiegare su soluzioni alternative per spostarsi - anche nelle zone limitrofe della regione - senza eccessive ripercussioni. Prime proteste che hanno cominciato a circolare sui social sin dal giorno in cui la notizia è stata diffusa, ma di fatto non ufficializzata, perché, spiegano dalle Fs, «questo tipo di comunicazioni viene diffuso a circa un mese di distanza dal giorno della sospensione provvisoria della circolazione ferroviaria». In tal senso i tempi stanno dando ragione all’azienda. Che ovvierà all’impossibilità di far circolare i treni con una serie di bus sostitutivi, che per quasi un mese copriranno la tratta tra Viareggio da Lucca transitando dall’autostrada o dal Quiesa, così da non isolare chi abita nelle zone delle due stazioni intermedie, Massarosa e Nozzano.
I pullman sono quelli utilizzati per il servizio sostitutivo di emergenza e possono trasportare circa 50 persone. Il numero di persone che però si serve del treno per spostarsi dal mare al capoluogo è maggiore, soprattutto in particolari fasce orarie. «Non lasceremo a piedi nessuno - rassicurano dalle Ferrovie - in base ai dati già in nostro possesso sui flussi dei passeggeri provvederemo a predisporre un adeguato servizio». Tutto sotto controllo, secondo l'azienda. Ma i pendolari non sono dello stesso avviso. I plateali cori di dissenso non si sono ancora levati, semplicemente perché al momento critico manca un mese e mezzo. C’è però chi non ha perso tempo e il suo dissenso l’ha già manifestato con prontezza. Rivolgendosi non alle Ferrovie ma direttamente al governatore Enrico Rossi. «Vogliamo introdurre il buon senso fra le regole del trasporto? O si è solo buoni a chiedere biglietti timbrati, abbonamenti: insomma a mungere le tasche dei pendolari mentre ogni giorno frotte di personaggi viaggiano a sbafo senza che nessuno muova ciglio?» scrive un lavoratore. Tanti, come lui, salgono sul treno che li conduce a Lucca, Montecatini, Pistoia, Prato o Firenze. L’apprensione coinvolge anche chi deve percorrere distanze più lunghe della Viareggio-Lucca. La durata dei viaggi dei pullman sostitutivi sarà legata al traffico. Già in linea teorica il margine è ridotto - i passeggeri hanno cinque minuti per scendere dai bus e raggiungere il binario del convoglio (e viceversa) - se poi si verificheranno code o incidenti, il rischio di perdere la coincidenza aumenterà con la conseguenza di attendere il treno successivo. Le Ferrovie hanno specificato che il prezzo dei biglietti e le modalità d'acquisto resteranno invariate: 3,50 euro il tagliando da Lucca a Viareggio, utilizzabile solo nel giorno indicato allo sportello in stazione o nelle ricevitorie. Non sarà possibile comprare i ticket a bordo del pullman. I pendolari storcono il naso, pensando a soluzioni alternative, come mezzi propri, l'utilizzo sì del treno, ma con la deviazione a San Rossore (coincidenze permettendo) o i bus di linea.
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