Il Tirreno

Lucca

La sfida di Francesco, basta una bicicletta per non arrendersi

di Alessandro Bientinesi
Francesco Magrini durante un allenamento in vista della sua sfida
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Francesco Magrini durante un allenamento in vista della sua sfida

Il giovane di Montecatini percorrerà quasi 700 chilometri. Obiettivo: far conoscere l’operazione che lo ha salvato

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LUCCA. Alle spalle 5mila chilometri di allenamento. Davanti un'avventura. Nel mezzo la paura. Non poter più viaggiare e fare sport. Due tra le sue più grandi passioni. Tutta colpa di un collasso polmonare improvviso,lo pneumotorace spontaneo. Un dolore lancinante,improvviso, che ti blocca a terra. Sì,può accadere ancora, la vita non sarà più quella di prima. Addio allo sport, addio ai viaggi perché salire in quota su un aereo potrebbe provocare un nuovo scompenso. Addio ad una vita felice, per sempre.

O almeno così credeva anche Francesco Magrini: 23 anni di Montecatini Terme,con un 100 e lode ottenuto al professionale "Pertini" di Lucca. «La scuola che più mi ha insegnato la voglia di scoprire il mondo, di guardare oltre il mio orizzonte e di credere, sempre,nei miei sogni». E Francesco ha creduto nel sogno più grande: tornare a nuotare, pedalare e volare ogni volta che vuole per scoprire un luogo diverso del mondo. Merito di un'operazione delicata e innovativa eseguita dal chirurgo dell'ospedale di Livorno Gianfranco Menconi.

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«Un'operazione poco conosciuta che mi ha donato una seconda vita e fatto apprezzare molto di più quello che ho. Sono completamente guarito e adesso voglio informare tutti quelli che hanno avuto il mio problema che una soluzione esiste».

Per riuscirci si è messo in testa di percorrere in bicicletta quasi 700 chilometri in una settimana. Partenza dall'ospedale di Livorno, poi a sud verso Roma, saluto al Colosseo e ritorno in Toscana verso la sua Montecatini. «Ho deciso di chiamare quest'avventura "una bicicletta per non arrendersi" - spiega Francesco -. Sono 664 chilometri divisi in 8 tappe per dimostrare che il problema che ho avuto non mi ha fermato, anzi, mi ha reso più forte. Ringrazio i miei sponsor che mi permetteranno di coprire le spese del viaggio, coloro che vorranno fare una donazione per questa iniziativa, per tutti quelli che mi seguiranno da vicino».

E saranno tanti a sostenere questa bellissima avventura. A partire dal cugino Andrea Canapai, che lo seguirà in auto. A pedalare, però, sarà soltanto Francesco. «Proprio da oggi,26 settembre, sarà online il sito, www.unabiciclettapernonarrendersi.it curato da Paralleloweb - racconta l’ex studente del “Pertini” -. Pubblicherò su questa piattaforma e sui social foto e video della mia esperienza, sperando di sensibilizzare e raccogliere fondi per fare informazione. Io subito dopo l’operazione non ero in grado di camminare per andare in bagno, immaginate cosa abbia significato per me poco dopo riprendere la mia vita di sempre. Viaggiando e scoprendo il mondo».

Ormai lontani i ricordi del primo pneumotorace spontaneo, anche se vivi nella memoria di Francesco. «Era il novembre 2014 ed ero tornato da appena due mesi da una missione come volontario in Rwanda - racconta il ragazzo -. Se il collasso fosse avvenuto in Africa non so cosa sarebbe successo, forse avrei preso l’aereo peggiorando per sempre questa patologia. Fortunatamente, dopo la ricaduta e il secondo episodio avvenuto a dicembre, sono stato messo in contatto con il dottor Menconi. A Livorno sono andato ad operami tre mesi dopo e nel 2015 la mia vita è ripartita».

Il decorso operatorio è faticoso, ma Francesco è tipo determinato. Recupera il semestre perso all’università e ora è in pari con gli esami. E in mezzo agli studi ,ai viaggi e alle sue passioni ha trovato il tempo per fare qualcosa per gli altri.

«Devo molto a Lucca e alla scuola - dice Francesco -. Frequentavo il liceo a Montecatini e sono bocciato due volte. Una volta arrivato al Pertini è cambiato tutto. Mi sono diplomato con 100 e lode e adesso sono la dimostrazione vivente che anche chi ha fatto una scuola professionale può fare l’università con profitto».

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LE TAPPE DI "UNA BICICLETTA PER NON ARRENDERSI"

La seconda vita di Francesco Magrini inizia nel 2015, quando il chirurgo dell’ospedale di Livorno (nella foto) Gianfranco Menconi opera il ragazzo di Montecatini. Il problema, lo pneumotorace spontaneo, viene risolto, per sempre. Per questo la sfida per sensibilizzare e fare informazione su questa patologia inizierà il 30 settembre proprio dall’ospedale di Livorno. La prima tappa porterà Francesco a raggiungere Castiglione della Pescaia, 110 chilometri. Il giorno successivo da Castiglione si sposterà a Tarquinia per la tappa più impegnativa della sua “una bicicletta per non arrendersi”: 127 chilometri tutti di un fiato fino a Tarquinia. Il giorno successivo Magrini dovrà farsi altri 100 chilometri per raggiungere Roma. Un passaggio in zona Vaticano, un saluto al Colosseo e una sosta a nord della città.

A metà settimana si torna verso la Toscana, ma con tappe più brevi. Prima a Vetralla per 65 chilometri, poi Acquapendente per la stessa distanza. Il rientro in Toscana vedrà Francesco raggiungere dopo 90 chilometri Siena, mentre la penultima vedrà il ragazzo toccare Vinci con un percorso di 77 chilometri. L’ultimo giorno saranno praticamente di passerella: 20 chilometri, ma i più emozionanti, per tornare a Montecatini Terme. Il 7 ottobre, non certo una data casuale. Il Comune di Montecatini, infatti, ha organizzato una serie di dibattiti in occasione del festival della salute. Francesco Magrini arriverà in città alle 9 di mattina e terrà una conferenza a tema sport e salute. Ad attenderlo anche insegnanti ed ex compagni del Pertini di Lucca. Un’avventura che racconterà anche su sito e social network.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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