Toscana
Finanziere furbetto pretendeva gli sconti nei negozi: stangato
Lucca: esibiva il tesserino delle fiamme gialle chiedendo sconti nei negozi. La Corte dei Conti: dovrà pagare 16mila euro
LUCCA. Aveva l’abitudine di esibire il tesserino della guardia di Finanza come fosse una sorta di “tessera sconto” o un simbolo in grado di legittimare qualsiasi tipo di comportamento. Persino quelli illeciti. Pretendeva, ad esempio, che il noleggiatore lucchese di bici e risciò a cui si era rivolto abbassasse il prezzo (da 18 a 5 euro) per l’affitto di un quadriciclo, minacciando un controllo fiscale sull’attività in caso di diniego. Non solo: dopo aver fatto spesa all’Esselunga dell’Arancio, aveva omesso di passare il lettore dei codici a barre su alcuni prodotti (valore: 61 euro), che poi aveva infilato come niente fosse nella busta della spesa. Il tutto con la complicità della moglie che spingeva il carrello. Ma la coppia fu scoperta prima di uscire dal supermarket: ci fu un po’ di baruffa e arrivarono anche le volanti. Pare che anche in quella occasione il giovane pubblico ufficiale abbia estratto il tesserino delle Fiamme gialle, sperando di cavarsela.
La condanna del tribunale penale. Sono queste le imprese degne di nota dell’allora finanziere scelto Luigi Alarico, originario di Aversa, all’epoca dei fatti sottufficiale in servizio presso il comando provinciale di Lucca, caserma Giacomo Puccini. Per questi episodi il tribunale penale di Lucca si era espresso nel novembre 2014: condanna a due anni e quattro mesi di reclusione. Accolte le accuse formulate dalla procura (pm Aldo Ingangi) di furto e tentata concussione. Il tutto condito da una pena accessoria di interdizione per due anni dai pubblici uffici e dall’obbligo di rifusione delle spese in favore delle parti civili (500 euro per Esselunga e 8.000 per il noleggiatore di bici in città). La moglie, invece, fu condannata a 4 mesi per furto.
Il danno erariale. A riportare sulle cronache questa vicenda, ora arriva la sentenza della Corte dei conti, che “mette il carico” del danno erariale sulla storia del finanziere furbetto. Il signor Alarico è stato condannato dalla sezione giurisdizionale della Toscana al pagamento in favore della Guardia di finanza di 16.235 euro. Il motivo è ben spiegato nella sentenza dei magistrati Carlo Greco, Amedeo Federici e Angelo Bax. All’epoca dei fatti, il sottufficiale Alarico, oggi 33enne, venne trasferito al nucleo di polizia tributaria di Arezzo in attesa che l’indagine facesse il suo corso. Fu l’allora comandante provinciale delle Fiamme gialle a proporre «il trasferimento di autorità per incompatibilità ambientale, a tutela dell'interesse pubblico alla salvaguardia del prestigio del corpo e dei suoi appartenenti nonché a garanzia della regolarità del servizio». Ma la procura contabile gettò gli occhi sulla vicenda, osservando che la condotta del sottufficiale aveva causato un danno erariale, quantificabile nelle spese connesse al trasferimento per incompatibilità ambientale. Totale: 16mila euro e spiccioli.
Libero professionista. Nel frattempo Luigi Alarico non si è più visto a Lucca. L’uomo che aveva l’abitudine di estrarre il tesserino quasi fosse lo stemma della Shogun (un classico di un cartone animato giapponese anni ’80) è irrintracciabile anche sui social. Su Facebook c'è un solo Luigi Alarico, anch'egli originario di Aversa, ma si tratta di una pura coincidenza: quest'ultimo non ha niente a che vedere con il finanziere dal tesserino facile che era in servizio a Lucca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
