Il Tirreno

Lucca

Un’azienda su due è irregolare

di Gianni Parrini

Nei primi sei mesi del 2016 cresce il numero degli autonomi impiegati come subordinati. Occhi puntati sulle cooperative

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LUCCA. Un’impresa su due non in regola: cresce il numero di irregolarità sui falsi autonomi e occhi puntati sul mondo delle cooperative dove le pratiche fuorilegge sono sempre più diffuse. In estrema sintesi sono questi i dati sui primi sei mesi del 2016 che emergono dal rapporto dell’Ispettorato del lavoro che monitora le imprese di Lucca e Massa. Obiettivo dei controlli è migliorare il sistema delle tutele per i lavoratori, la stabilizzazione dei rapporti, l'emersione delle irregolarità, oltre che la lotta contro l'evasione e l’elusione contributiva. Dal 2015 la direzione territoriale di Lucca è stata unificata con quella di Massa: una cinquantina di ispettori diretti dalla dottoressa Anna Maria Venezia e talvolta coadiuvati da altre istituzioni (carabinieri, finanza, Asl, Agenzia delle entrate, ecc.) passano al setaccio il tessuto imprenditoriale delle due province. Purtroppo i dati forniti dal ministero non fanno distinzione tra le i due territori ma i dati, spiegano dall’ispettorato, sono omogenei eccezion fatta per il settore del lapideo-estrattivo (che riguarda soprattutto Massa Carrara) e quello delle attività legate al turismo (che tocca in particolar modo la Versilia e Lucca nei periodi delle grandi manifestazioni come Comics e Summer). Nel complesso le aziende controllate sono state 965 e in 516 casi sono state riscontrate delle irregolarità.

I settori. Gli ambiti lavorativi maggiormente caratterizzati da pratiche fuorilegge sono quello del trasporto e del magazzinaggio (31 aziende di cui 23 irregolari - 74,1%), quello delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (118 aziende controllate di cui 81 irregolari - 68,6%) e quello delle attività manifatturiere (72 controlli, 46 aziende irregolari-63,89%). Il settore in cui si sono riscontrate meno irregolarità è invece quello del commercio (262 controlli e “solo” 99 aziende irregolari - 37,3). Il maggior numero di ispezioni è stato effettuato nel settore delle costruzioni: i cantieri edili rappresentano da sempre il luogo in cui lavoro nero e lo scarso rispetto delle norme sulla sicurezza si diffondono più facilmente. Tra l’altro gli obiettivi stabiliti dal ministero per il 2016 prevedono il controllo di almeno del 22% dei cantieri presenti sul territorio. Nello specifico in provincia di Lucca sono state ispezionate 123 aziende edili di cui 70 risultate irregolari. In 18 casi è stata disposta la sospensione del cantiere dato che il numero dei lavoratori in nero superava il 20% del totale.

I tipi di irregolarità. Le principali violazioni contestate dagli ispettori hanno riguardato la presenza di lavoratori al nero (201 casi), le riqualificazioni (152), il mancato rispetto degli orari di lavoro (281) e violazioni penali (157), ad esempio crediti retributivi insoddisfatti (ovvero lavoratori che non venivano pagati) o mancato rispetto delle norme di sicurezza nei cantieri. Nel complesso le sanzioni riscosse dall’Ispettorato per le irregolarità riscontrate ammontano a 599mila euro, mentre gli imponibili evasi o omessi dalle aziende colpevoli si attestano sui 3,6 milioni di euro.

Le novità. Tra i fenomeni più rilevanti emersi in questa prima parte del 2016 c’è la crescita esponenziale delle riqualificazioni. In pratica si tratta di rapporti di lavoro formalmente autonomo (partite Iva, co.co.co, associazione in partecipazione e infine lavoro somministrato e voucher) che in realtà nascondono un rapporto di lavoro subordinato (rigidi orari di lavoro; sedi, luoghi e mansioni dettati dal datore di lavoro). Le aziende cercano di risparmiare sui contributi, ma quando vengono scoperte sono costrette a trasformare (o meglio a riqualificare) il rapporto di lavoro in senso subordinato. Da segnalare anche le crescenti irregolarità nell’ambito delle cooperative. Nel periodo gennaio-giugno 2016 sono state ispezionate 28 cooperative, 20 delle quali sono risultate irregolari (71,42%). In questo settore spesso si applicano contratti non firmati dalle associazioni più rappresentative oppure è presente la fattispecie dei “falsi soci”. Ma un tasso di irregolarità così elevato è determinato anche dal ottimo lavoro dell’Osservatorio della cooperazione: in quest’organismo – in cui sono rappresentati sindacati, lavoratori e associazioni – si fa un’attenta attività di intelligence che poi guida (quasi a colpo sicuro) indirizza gli ispettori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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