Il dolore
Mensa o pasto da casa il Comune apre ai genitori
Convocato da palazzo Orsetti per venerdì 30 settembre un incontro allargato Domani via al servizio di refezione nelle scuole lucchesi, novità a Capannori
LUCCA. Domani prende il via il servizio di mensa nelle scuole del territorio del Comune di Lucca. Un giorno preceduto da una settimana di fuoco sul fronte pasto domestico: prima quella che sembrava una chiusura alle richieste del comitato dei genitori “la scuola che vogliamo” (pasto in comune tra tutti gli alunni in sostanza). Adesso una nuova riapertura, con un tavolo convocato da palazzo Orsetti verso tutti i soggetti interessati per dare risposte alle famiglie in questa fase di transizione. Apertura simile a quella che già si era verificata nella vicina Capannori, con il comitato “problema mensa” che aveva organizzato un panino day per sensibilizzare le istituzioni sull’argomento.
L’incontro a Lucca. L’amministrazione comunale ha convocato per venerdì 30 settembre una riunione operativa alla quale saranno invitati tutti i soggetti interessati. All’incontro, voluto dal sindaco Alessandro Tambellini, saranno chiamati a partecipare i dirigenti scolastici, il provveditorato, la Asl, i rappresentanti dei genitori nelle scuole, i rappresentanti dei genitori nella commissione mensa, una delegazione del comitato “la scuola che vogliamo”. Lo scopo è quello di fornire, ognuno per la propria parte, le indicazioni necessarie alle famiglie che usufruiscono del tempo lungo a scuola in questa fase di transizione. A questo riguardo, in attesa che sia data risposta in cassazione al ricorso del Miur avverso la sentenza del Tribunale di Torino, l’amministrazione invierà al Ministero una lettera in cui verranno chiesti chiarimenti e indicazioni precise per potere dare anche in questa fase le risposte necessarie agli utenti del servizio mensa scolastica.
L’apertura di Vietina. «Il momento della mensa è essenziale per la fase di educazione alimentare e di socialità che si inserisce a pieno titolo nel tempo scuola - dichiara l’assessore alle politiche educative Ilaria Vietina -. Intendiamo continuare a garantire l’applicazione di questo principio, trovando la migliore sinergia con tutti i soggetti che sono chiamati a dare risposte alle famiglie insieme al Comune».
Intanto, per l’avvio del servizio di refezione scolastica, l’amministrazione invita i dirigenti scolastici dei sette istituti lucchesi, il personale scolastico, i genitori e tutte le istituzioni interessate a collaborare affinché venga riconosciuto il diritto di tutti. L’impressione è che ci vorrà almeno una settimana per capire la portata del fenomeno pasto da casa per poi adoperare le opportune contromisure.
La situazione a Capannori. La questione centrale è il confronto all’interno del "patto sul cibo" siglato fra Comune, azienda Cir Food, dirigenti scolastici, commissioni mensa e genitori degli alunni. Allo studio la possibilità di trovare le migliori soluzioni per chi si volesse portare il pasto da casa. Un’altra apertura nei confronti dei genitori che chiedono più qualità e chiarezza sulla referezione scolastica dopo l’utilizzo, quanto possibile, di alimenti di filiera corta nel menù, il biologico e la frutta a merenda. Certo, quello del pasto da casa è una questione delicata dal punto di vista degli spazi e dell’igiene sanitaria. Per questo motivo, il sindaco Luca Menesini, ritiene che il Comune debba farsi promotore di un dialogo su questi punti fra dirigenti scolastici, tutti i firmatari del patto e l’azienda Usl 2 di Lucca. «Oggi quella del cibo portato da casa rappresenta un tema caldo - dice il primo cittadino - alcune sentenze ci dicono di valutare con attenzione la questione, ed è quello che a Capannori stiamo facendo. Va detto, però, che è necessario che arrivino quanto prima indicazioni ministeriali precise». (n.n.)
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