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Garzella non arretra di un passo

Garzella non arretra di un passo

Il presidente del consiglio firmerà il 30 settembre il “patto di lealtà”

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LUCCA. Non si pronuncia su una sua eventuale candidatura a sindaco di Lucca alle prossime amministrative, ma di sicuro il 30 settembre Matteo Garzella sarà tra i firmatari del cosiddetto “patto di lealtà” al Partito Democratico. Luogo, data e orario saranno resi noti a giorni. Non smentisce né conferma dunque, il presidente del consiglio comunale in carica, anche se le voci su una sua candidatura si rincorrono da tempo, ma fa sapere che non si candiderà mai contro il Pd e che per nessun motivo e in nessun ruolo parteciperà a competizioni elettorali che si oppongano allo stesso.

«Rispetto qualsiasi opinione e punti di vista di ogni schieramento - dichiara - ma ciascuno deve fare la propria strada e alla fine saranno solo i cittadini a decidere colui che dovrà guidare la città nei prossimi cinque anni». Staremo a vedere. Nel frattempo Garzella, promotore di tante iniziative finalizzate a far conoscere ai cittadini l'operato del consiglio comunale e la sua storia, iniziata 151 anni fa, lancia, per il prossimo mandato elettorale, una proposta rivoluzionaria: trasferire una volta al mese le sedute di giunta nei quartieri della città e i consigli comunali con diritto di voto consultivo ai cittadini ogni due mesi. Una proposta che secondo Garzella potrebbe riavvicinare i cittadini alle istituzioni e risolvere in parte l'annoso problema dell'astensionismo.

«È giunto il momento che i problemi della città vengano affrontati anche fuori dai palazzi istituzionali, dove è possibile dare voce ai diretti interessati e consentire loro di interagire e confrontarsi con gli amministratori» prosegue Garzella. La proposta di Garzella prevede comunque consigli aperti, ma nel pieno rispetto delle regole. «Se la decisione è prerogativa dei consiglieri, spiega, saranno loro a dire la parola fine, ma tenendo conto delle richieste dei cittadini che potranno esprimersi con un voto preliminare circa le discussioni che, se non può avere valore legale, avrà comunque la funzione di influenzare la votazione del Consiglio. E spostare fisicamente giunta e consiglio comunale sul territorio non potrà che portare benefici a tutti».

Rossella Lucchesi

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