Il Tirreno

Lucca

A processo un rapinatore del ristoratore Libbra

A processo un rapinatore del ristoratore Libbra

Torna nelle aule del tribunale la vicenda dell’imprenditore che poi si suicidò Il capo della banda non è mai stato arrestato: per lui è stato chiesto il giudizio

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LUCCA. Una gran brutta vicenda che per ora, a sei anni di distanza, ha avuto solo parziali risposte dal punto di vista giudiziario. Nel 2010 un noto imprenditore lucchese si tolse la vita– Claudio Libbra gestiva alcune attività nel settore della ristorazione a Bagni di Lucca e si suicidò impiccandosi, l'11 febbraio, accanto alla tromba delle scale della sua abitazione. Ventiquattro ore prima aveveva denunciato l’ennesima aggressione e rapina davanti alla sua villetta in località Terrarossa. I carabinieri, sulla base degli elementi raccolti all'epoca, si convinsero quasi subito che il ristoratore fosse stato effettivamente preso di mira da due persone mentre stava rincasando con l'incasso della pizzeria (circa 600 euro).

Nella colluttazione il commerciante riportò ferite al volto giudicate guaribili in tre settimane, risultate compatibili con l'aggressione, e gli autori dell'agguato fuggirono lasciando dietro a un cespuglio il fucile a canne a mozze usato per la rapina. Gli inquirenti e gli investigatori dopo mesi di ricerche e indagini riuscirono ad individuare la banda di rapinatori albanesi formata da tre persone. Ma purtroppo Claudio Libbra nel frattempo, aveva già deciso di uccidersi.

La giustizia fece il suo corso e furono individuati i responsabili dell'ultima rapina subita dall'imprenditore, molto conosciuto e ben voluto da tutti a Bagni di Lucca. Lodion Uruci, albanese, è stato individuato, processato e condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione. Mirget Proje è stato individuato e rinviato a giudizio, e per lui il processo inizierà il prossimo 25 novembre. Il capo della banda degli albanesi che pare abbia messo a segno diversi colpi negli ultimi anni a Lucca e dintorni, invece, è latitante da sei anni. Alban Xhebexhiu, classe 1991, per gli inquirenti deve rispondere di diversi capi d'imputazione.

Per lui la Procura cittadina ha chiesto il rinvio a giudizio per rapina in concorso con gli altri componenti della banda di albanesi, con l'aggravante della violenza usata per portare a compimento i vari disegni criminali. Il 14 ottobre si svolgerà l'udienza davanti al gup del tribunale cittadino, e da quel momento visto l'ordine di cattura che pende sul suo capo sarà dichiarato ufficialmente latitante. Di lui da sei anni non si sa più nulla. Ora lo ricercherà anche l'Interpol ma al momento si sono perse le sue tracce.

Il ristorante di Borgo a Mozzano gestito da Claudio Libbra era molto frequentato anche da clienti occasionali per l'ottimo rapporto qualità-prezzo dei prodotti. Secondo i carabinieri qualcuno, da tempo, aveva deciso di pedinarlo per rubargli l'incasso che lui portava a casa. Gente senza scrupoli con la possibilità di poter entrare in possesso di armi non denunciate, come il fucile a canne mozze ritrovato dopo l'aggressione al ristoratore suicida.

Tanti, troppi gli episodi analoghi in tutta la lucchesia ad opera di varie bande, pericolose e senza scrupoli. L'eterna battaglia tra "guardie e ladri" prosegue su tutto il territorio e azioni sempre più incisive da parte delle forze dell'ordine e della magistratura sono l'auspicio di tutti i lucchesi.

Vincenzo Brunelli

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