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Sei lavoratori al nero, sospesa impresa cinese

Sei lavoratori al nero, sospesa impresa cinese

Blitz di Ispettorato del lavoro e carabinieri alla “Confezioni Lucca” di Altopascio Imprenditore multato per 20.000 euro, dipendenti denunciati come irregolari

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ALTOPASCIO. Lavoratori al nero in una magliera cinese di Altopascio: attività sospesa e 20mila euro di multa per il titolare. Il blitz di carabinieri del nucleo ispettorato lavoro (Nil) e personale della stazione di Altopascio è scattato nella giornata di ieri. I militari e gli ispettori della direzione territoriale guidata dalla dottoressa Anna Maria Venezia, hanno effettuato un controllo finalizzato al contrasto del "lavoro nero" e alla verifica delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. L'attività ispettiva si è concentrata su "Confezioni Lucca", di cui è titolare una 39enne di nazionalità cinese. Ebbene, le sorprese non sono mancate: sui 15 lavoratori presenti ben 6 erano in nero e per di più irregolari sul territorio nazionale. Il titolare dell’impresa è stato deferito e sanzionato con una multa da 20.000 euro. L’attività è stata sospesa (il provvedimento scatta da lunedì) dato che il 20% del personale impiegato era al nero: per riprendere il lavoro l’imprenditore dovrà prima pagare la sanzione. Teoricamente avrebbe anche dovuto regolarizzare la manodopera impiegata senza contratto, ma trattandosi di soggetti senza permesso di soggiorno non sarà possibile assumerli. Per i poveri lavoratori oltre il danno dello sfruttamento c’è anche la beffa: i sei irregolari (tutti di origine cinese) sono stati denunciati e nei loro confronti sono state avviate le procedure di espulsione previste dalla legge.

L’intervento dell’ispettorato del lavoro e dei carabinieri rientra nell’ambito dell’attività di vigilanza programmata dal ministero per l’anno 2016, che per la provincia di Lucca prevede un'azione di controllo specifica dei settori cartario e calzaturiero, mentre l'attenzione nel settore manifatturiero in generale è orientata alla verifica della corretta applicazione dei contratti collettivi e della regolarità della filiera degli appalti. Oltrechè, ovviamente, al contrasto del lavoro nero.

Non è la prima volta che gli imprenditori cinesi di Altopascio finiscono nei guai: nel febbraio 2014 un blitz dell’ispettorato del lavoro aveva permesso di scoprire una stireria cinese diventata dormitorio per la manodopera: era sprovvista delle più elementari norme igienico sanitarie e di sicurezza e con lavoratori impiegati al nero. Finestre e porte erano sigillate da un nylon nero (i gusci dei sacchi per l’immondizia) in modo da impedire dall’esterno che qualcuno potesse curiosare e notare cosa stava accadendo all’interno dell’azienda. L’immobile venne sequestrato e la titolare della ditta venne denunciata. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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