Sicurezza
Centraline antisismiche nelle acque della Turrite
Si tratta di apparecchi per studiare l’emissione di radon e i parametri chimici Le precedenti furono spazzate via dalla tremenda alluvione del 2013
GALLICANO. La Turrite come laboratorio per il monitoraggio del rischio sismico, e soprattutto della sicurezza dei gallicanesi.
A tre anni di distanza dall'alluvione del 2013 che distrusse tutte le apparecchiature, sono state installate a Gallicano, nella mattinata di mercoledì, due centraline per il monitoraggio radiometrico e geochimico in acque profonde ai fini di ricerca sul rischio sismico.
Una centralina per il monitoraggio di radon e una per il monitoraggio di parametri chimici in acque profonde come precursori di eventi sismici sono state installate presso il sito di Gallicano dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa e dall'Istituto di Geoscienze e Georisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, con il contributo della Regione Toscana e del Comune di Gallicano, nell'ambito di una collaborazione alla ricerca scientifica.
Sarà utilizzata a tale scopo l’acqua di una sorgente termominerale situata in zona Le Terme, ex sorgente Beatrice, accanto al torrente Turrite, nel territorio del Comune di Gallicano che, come quello di altri comuni della Garfagnana e della Lunigiana, fa parte di una zona ad elevato rischio sismico della Regione Toscana.
Le due centraline permetteranno di effettuare un monitoraggio geochimico e radiometrico della sorgente termominerale di Gallicano proprio ai fini della ricerca sul rischio sismico.
«È sicuramente una occasione importate sia per il nostro comune che per la ricerca - sostiene l'assessore comunale all'ambiente di Gallicano Maurizio Bacchini -. Il radon è un gas radioattivo naturale che risiede in profondità nella crosta terrestre e i movimenti delle faglie che portano ai terremoti possono provocarne un aumento di concentrazione in acqua e nell'aria che fuoriesce dalla crosta terrestre».
Chiaramente, non si farà attività di previsione, ma sarà possibile calcolare i rischi e le probabilità di eventi sismici.
«Cercare di individuare una correlazione fra aumento di concentrazione del Radon e terremoti è una sfida importate che deve affrontare la ricerca per aiutare ad individuare una eventuale aumento di probabilità di sisma anche nella nostra zona», conclude l’assessore.
L'investimento, importante, copre di fatto una zona nevralgica a cavallo di un vasto territorio montano che comprende almeno tre comuni. E - cosa fondamentale - riguarda una zona, come quella della Garfagnana, storicamente a forte rischio sismico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
