Il dolore
Carmine, San Colombano e Must: i prossimi progetti
LUCCA. È fiducioso che questo «luogo di documentazione non tradizionale» ha molte possibilità di affermarsi perché«la Francigena diventerà sempre più un modo diverso di frequentare la Toscana». Così...
LUCCA. È fiducioso che questo «luogo di documentazione non tradizionale» ha molte possibilità di affermarsi perché«la Francigena diventerà sempre più un modo diverso di frequentare la Toscana». Così il sindaco Alessandro Tambellini, raggiante ieri per l’apertura del museo multimediale sulla via dei pellegrini nato in primo luogo grazie al restauro dell’ex Casa del Boia (completato a luglio del 2014) ad opera della Fondazione Crl.
Ma a maggior ragione ora che un passo significativo è stato fatto (con l’allestimento del museo, appunto) il primo cittadino vuole andare avanti (e di gran carriera) sul percorso di valorizzazione dei beni culturali della città dal momento che il turismo, sottolinea, rappresenta ormai «la prima voce del prodotto interno lordo di Lucca, come minimo al pari di altri settori trainanti».
«Entro un mese - annuncia Tambellini - partiranno i lavori di restauro all’interno della chiesa del Mercato del Carmine. Costo circa 2,5 milioni (elargiti dalla Fondazione Crl, ndr). A breve poi ci sarà il bando per affidare la gestione del complesso a un soggetto privato». Secondo punto: il recupero dei sotterranei del baluardo San Colombano. «Abbiamo partecipato a un bando per reperire i fondi - dice Tambellini - e contiamo di ottenerli. Vorremmo aprire il collegamento fra il baluardo e l’Orto Botanico, altro luogo di primaria importanza per Lucca». Nell’agenda del recupero culturale c’è poi Palazzo Guinigi, già sede del museo sulla storia della città (Must) chiuso da anni. «Contiamo di ottenere i fondi necessari con un bando - aggiunge il sindaco -: sarà anche questo un museo a forte valenza multimediale, con una gestione affidata a privati».(b.a.)
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