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Vertenza Lic i lavoratori esigono le paghe arretrate

Vertenza Lic i lavoratori esigono le paghe arretrate

«Alcuni colleghi si sono licenziati, altri hanno fatto ingiunzione» Gli addetti scrivono al sindaco. Baccini: mi vengano a trovare

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PORCARI. Tornano alla carica i dipendenti della lavanderia industriale Lic, circa cento dipendenti alle prese da lungo tempo con un forte arretrato sugli stipendi: tre mezze mensilità, oltre al venti per cento di tutte le mensilità da quasi due anni a questa parte: di tutto il 2015 e del 2016 fino a questo punto.

Estenuati dalla situazione, resa ancora più grave da un gruppo di dipendenti che si è licenziato per giusta causa (per gli stipendi non pagati) e da altri che hanno fatto arrivare decreti ingiuntivi all’azienda per recuperare le spettanze arretrate, i colleghi rimasti hanno di nuovo preso carta e penna e hanno scritto al sindaco Alberto Baccini, per chiedere che torni a interessarsi della vertenza.

«Come ben saprà - spiegano i dipendenti al sindaco - il 24 agosto la Lic è stata di nuovo interessata da un accertamento dell’ispettorato del lavoro all’interno dell’azienda, perché da tre mesi fa di nuovo uso di manodopera di una cooperativa di Roma».

Nei giorni scorsi, fanno adesso sapere i dipendenti, l’ispettorato del lavoro si è di nuovo presentato alla Lic, per ulteriori controlli. Inoltre ci sono stati ripetuti contatti con tutte le sigle sindacali, per portare a conoscenza delle organizzazioni tutti gli sviluppi di questa vertenza.

«Dopo i fatti avvenuti - continua la lettera - pensiamo che non faccia onore a Porcari avere sul proprio territorio un’azienda che dà lavoro a oltre cento persone e quindi ad altrettante famiglie che opera nel modo descritto, magari dando la colpa ai dipendenti della situazione in cui si trova».

Interpellato, il sindaco Baccini sottolinea che «ci siamo interessati fin da subito al caso Lic, abbiamo fatto incontri con l’azienda e i sindacati ai quali abbiamo invitato anche i rappresentanti dei lavoratori». Quanto a quest’ultima lettera, «se i dipendenti vogliono parlare con me - aggiunge Baccini - mi vengano a trovare: sono disponibile tutti i giorni compresa la domenica. Ma non posso rispondere alla loro lettera, che non contiene nemmeno un nome».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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