Il Tirreno

Lucca

Suchan, linea dura su furti e rapine

di Gianni Parrini

Il nuovo procuratore capo stila la lista della priorità. Cinque gruppi di lavoro e una giustizia al servizio del cittadino

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LUCCA. Al lavoro nel solco della continuità, ma con un pizzico di novità e soprattutto con la voglia di mettersi al servizio del cittadino. A due settimane dal suo insediamento negli uffici di via Galli Tassi, Pietro Suchan, nuovo capo della procura di Lucca, fa il punto su come intende impostare l’attività della magistratura requirente nella città dell’arborato cerchio: priorità al contrasto dei reati predatori, cinque gruppi di lavoro specializzati e massima collaborazione con le altre istituzioni (tutte o quasi).

Seduto sotto il cartello “Pretura Poggibonsi” (dove ha iniziato la carriera, negli anni ’70), con modi gentili e voce bassa ma decisa, Suchan parte da una fotografia dello stato attuale della procura: «Ho trovato uffici e colleghi all’altezza dei compiti e ben gestiti dal punto di vista organizzativo – spiega il 67enne nativo di Roma – Lo spirito e la dedizione al lavoro non mancano, mentre il coordinamento con le forze di polizia è ottimo. Sono contento e sicuro che faremo un buon lavoro».

Il problema di procure e tribunali di tutta Italia è la carenza di personale amministrativo. Un deficit di “impiegati” che costringe la polizia giudiziaria a dedicarsi più ai lavori d’ufficio e meno alle indagini sul campo. Ma la situazione di Lucca, secondo Suchan, non è tra le più gravi: «Dal punto di vista amministrativo l’organico è un po’ ridotto – dice – ma siamo meno penalizzati di altre realtà. In giro ci sono situazioni assai più difficili. Terremo conto di questa lacuna, ma riusciremo comunque a lavorare bene».

Il nuovo procuratore stila la lista delle priorità: «Massima attenzione ai fatti che ledono fisicamente e materialmente il cittadino. Mi riferisco ai reati predatori: furti in appartamento, scippi, rapine. Ma anche allo spaccio di droga alla luce del sole: inaccettabile. Poi vigileremo sui reati contro la pubblica amministrazione, sulla tutela del paesaggio e di tutto ciò che lo compone. Compresi gli animali: da quando sono qui ho già diverse notizie di reato riguardanti l’uccisione di cani o l’utilizzo di bocconi killer. Possono sembrare piccole cose, ma sono quelle che più determinano la qualità della vita. La funzione primaria di una corretta amministrazione della giustizia è dare tranquillità e serenità a chi vive sul territorio e questi episodi turbano l’ambiente. I processi? Speriamo di farli il più rapidamente possibile. Del resto è nella fase dibattimentale che si vede la bontà del lavoro della procura».

Per quanto riguarda l’organizzazione dei pm, il procuratore intende proseguire nella linea del suo predecessore Aldo Cicala: «Manterremo il modello attuale basato su cinque gruppi di lavoro specializzati: pubblica amministrazione, ambiente ed edilizia, fallimentare e reati tributari, materie di lavoro, reati contro la famiglia. Il mio non sarà un ruolo di semplice coordinamento: sui procedimenti più rilevanti avrò compiti operativi. Detto questo, ho massima fiducia nei colleghi e nelle forze dell’ordine. Nella mia posizione ho anche il compito di motivare e dare stimoli a tutti. Come si fa? Magari replicando al ministro Delrio..., ma non lo farò (dice sorridendo, ndr)». Il riferimento è alla dichiarazione del rappresentante del governo, che in merito al processo sulla strage di Viareggio, ha parlato di una richiesta di pena sproporzionata (16 anni) per l’ad di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti.

Gli ultimi tre anni trascorsi a rappresentare l’Italia in Eurojust all’Aja (l’unità europea di cooperazione giudiziaria) saranno utili per il lavoro della procura targata Suchan. «Le collaborazioni internazionali sono fondamentali per indagini di un certo livello – spiega – I miei trascorsi forniranno un aiuto nella scelta degli strumenti più idonei: mi riferisco alle rogatorie o alle squadre investigative comuni, queste ultime autorizzate a partire dal febbraio 2016. In pratica, si riuniscono in un unico gruppo, forze di polizia di Paesi diversi. Il vantaggio è che quanto acquisito in fase di indagine è immediatamente efficace e spendibile nell’ambito dell’ordinamento italiano, francese o tedesco che sia, senza più bisogno di lunghe e complicate rogatorie. È uno strumento finanziato con i soldi dell’Unione Europea, che semplifica molto il nostro operare. Lo useremo anche a Lucca? Vedremo».

Suchan manda poi una piccola frecciata, ma non specifica il destinatario ( il governo?): «Ho ottimi rapporti con le altre istituzioni, anzi... con quasi tutte le altre istituzioni. A chi mi riferisco? Questo lo lascio scoprire a voi». Probabile che il procuratore si riferisca allo scollegamento che spesso si registra tra magistratura e ambito legislativo. Ma siamo nel campo delle ipotesi.

Nel battesimo con la stampa locale non poteva mancare un passaggio su Lucca, città in cui trascorrerà gran parte della settimana (ha già una sistemazione d’appoggio). «Ho notato che qui c’è un elevato “controllo sociale” – spiega Suchan – superiore a quello riscontrato in altre realtà. La cittadinanza lucchese è attiva, presente e molto attenta a quello che succede e a ciò che fa l’amministrazione della giustizia. Bene, del resto noi siamo al servizio del cittadino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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