Il Tirreno

Lucca

Spaccio di droga nel bosco: quattro arresti

Vendevano cocaina a Pieve S. Stefano. Identificati i clienti italiani, saranno segnalati in prefettura

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LUCCA. Spacciavano droga a lucchesi e non in un boschetto nella zona di Pieve Santo Stefano. E ogni volta che fiutavano il pericolo “forze dell’ordine” approfittavano di un cancello-sportello che delimita la proprietà: per gli agenti era un ostacolo da superare, per gli spacciatori una difesa che garantiva quel vantaggio sugli inseguitori utile per darsela a gambe e sparire in mezzo alla vegetazione.

Ma stavolta è andata male: quattro cittadini marocchini nulla facenti e senza fissa dimora, tutti di età compresa tra i 20 e i 25 anni, sono stati arrestati dagli investigatori della squadra mobile di Lucca al termine di una laboriosa indagine (con tanto di telecamere), coordinata dal sostituto procuratore Aldo Ingangi. Sono attualmente detenuti nelle prigioni del San Giorgio: ieri mattina il giudice Riccardo Nerucci si è presentato nel penitenziario per l’interrogatorio di garanzia. Il gip ha convalidato l’arresto e accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere, ravvisando il rischio di reiterazione del reato. I quattro, che gravitano nella zona di Massarosa, sono difesi dagli avvocati Massimo Landi e Deborah Pistoresi. L’accusa è cessione di sostanze stupefacenti.

Il blitz degli investigatori è scattato lunedì pomeriggio intorno alle 18: i quattro uomini sono stati arrestati e portati in questura. Addosso avevano alcune dosi di sostanza stupefacente, ma a incastrarli sono soprattutto i filmati in mano alla squadra mobile: immortalano diversi episodi di scambio di droga.

La dinamica è quella di sempre: un’auto si avvicina al punto di spaccio, l’acquirente scende e va verso il cancello. Il pusher (probabilmente avvertito via cellulare) sbuca dall’altro lato e consegna la droga ricevendo del denaro. Poi scompare. Sono oltre una decina gli scambi registrati dalle videocamere nascoste in mezzo alla vegetazione, invisibili agli occhi degli spacciatori. Ma non finisce qui: nei guai ci sono anche una decina di clienti, tutti italiani, ripresi (e già identificati), mentre acquistano cocaina e in qualche caso hashish. Saranno segnalati alla prefettura come consumatori di sostanze stupefacenti.

L’operazione fa seguito ad una analoga attività condotta dagli investigatori della questura mobile lo scorso giugno, a Massarosa: anche in quel caso lo spaccio avveniva con identiche modalità (bosco, cancello, ecc). Finirono in prigione due cittadini marocchini. Non è escluso che i “giri” siano collegati. Ulteriori dettagli (con tanto di nomi e filmati) saranno forniti questa mattina nel corso di una conferenza stampa. (g.p.)

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