Italia
Fallimento Hanjin, allarme di Confindustria
LUCCA. Anche gli spedizionieri di Confindustria Toscana Nord, con loro le imprese manifatturiere, si associano alle forti preoccupazioni sorte su scala mondiale per il fallimento di Hanjin Shipping....
LUCCA. Anche gli spedizionieri di Confindustria Toscana Nord, con loro le imprese manifatturiere, si associano alle forti preoccupazioni sorte su scala mondiale per il fallimento di Hanjin Shipping. La compagnia coreana, appartenente alla holding che controlla anche le linee aeree del paese asiatico, è uno dei maggiori carrier al mondo: suoi gran parte dei container in arrivo e in partenza sulle rotte internazionali, veicoli indispensabili sia per l'import che per l'export.
«C'è forte preoccupazione per la situazione che si è determinata - commenta Federico Albini, presidente sezione Trasporti e logistica di Confindustria Toscana Nord -. Il problema investe in prima battuta gli operatori dei trasporti ma ha implicazioni enormi sui flussi commerciali sia in entrata che in uscita, investendo una parte consistente del manifatturiero. Sappiamo che Confindustria sta seguendo la vicenda e che a livello internazionale vi sono pressioni sul governo coreano perché intensifichi il suo impegno per una soluzione. Il fallimento di Hanjin è un segnale della fase di difficile transizione che sta attraversando il trasporto via mare, con un'offerta di servizi sproporzionatamente elevata rispetto alle necessità dei commerci, per quanto anch'essi in via di intensificazione».
Hanjin Shipping ha dichiarato fallimento il 31 agosto, quando nei mari del mondo c'erano circa 85 sue navi portacontainer, con merci del valore complessivo di 14 miliardi di dollari. Le navi sono rimaste ferme fuori dei porti per l'impossibilità della compagnia di pagare gli oneri di attracco.
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