Il Tirreno

Lucca

TRE INDAGATI

Esame per la patente con truffa hi-tech

LUCCA. La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per un cittadino pakistano,uno di nazionalità indiana e un italiano per aver ingannato la motorizzazione civile usando macchinari...

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LUCCA. La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per un cittadino pakistano,uno di nazionalità indiana e un italiano per aver ingannato la motorizzazione civile usando macchinari elettronici durante gli esami per il conseguimento della patente di guida. Le indagini sono ancora in corso perché si teme che l'organizzazione sia più articolata e numerosa.

La truffa è stata scoperta dalla polizia stradale lucchese a seguito di una denuncia presentata da uno degli ispettori della motorizzazione che si era insospettito per alcuni strani comportamenti durante una sessione d'esame. Le prove a quiz sono state superate dai tre indagati per i quali i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio per truffa e frode in concorso. Il 19 ottobre e l'11 novembre dovranno comparire davanti al gup del tribunale cittadino.

Le tecniche per ingannare la commissione d'esame hanno quasi dell'incredibile per come erano state architettate. In particolare gli agenti hanno trovato un micro auricolare nascosto nelle stanghette degli occhiali e un microfono collegato a un cellulare nel calzino. I controlli risalgono ad alcuni mesi fa. Gli agenti della polizia stradale si sono fatti trovare all'interno della sala dove stavano per cominciare le prove. Il giovane di origini indiane ha notato subito gli agenti ma ha tentato lo stesso di ingannarli. Nemmeno lui,del resto,è passato inosservato,perché indossava un paio di strani occhiali da vista,con le stanghette che erano troppo spesse per non suscitare qualche sospetto. Così i poliziotti lo hanno controllato e hanno scoperto l'inganno. Anche un giovane lucchese ha cercato di fare il furbo. La patente gli era stata già ritirata a causa della sua pessima condotta di guida. I poliziotti sapevano tutto di lui,lo hanno tenuto d'occhio,tant'è che hanno deciso di ispezionarlo e così dai suoi calzini è spuntato un microfono collegato a un cellulare,come per gli altri due. La motorizzazione ha chiesto di essere parte civile nel procedimento giudiziario. Altri candidati,però,potrebbero averla fatta franca e sono in corso ulteriori accertamenti e verifiche sulle sessioni d'esame di quel periodo. Una mossa falsa può sempre succedere a chi ha l'abitudine di usare stratagemmi fuori legge.

Vincenzo Brunelli

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