Sicurezza
Artigiano morì schiacciato, in due rischiano il processo
Le richieste dell’accusa per l’incidente fatale a Daniele Folletti, titolare della Air Tech 2 di Guamo L’uomo venne travolto da una pancale caduto da quattro metri nel capannone dove lavorava
LUCCA. Il committente dei lavori e il responsabile della sicurezza nel cantiere.
Sono le due figure per le quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di omicidio colposo nell'inchiesta sulla morte di Daniele Folletti, 61 anni, artigiano lucchese, deceduto mentre era al lavoro a Montacchiello (in provincia di Pisa) dopo essere stato travolto da un pancale caduto da un'altezza di quattro metri.
L'assenza giustificata di uno dei legali degli imputati, l'avvocato Riccardo Carloni, ha fatto slittare l'udienza davanti al gup, Elsa Iadaresta al febbraio prossimo.
La Procura fi Pisa, rappresentata dal pubblico ministero Giancarlo Dominijanni, vuole processare uno dei titolari della società di telecomunicazioni Welcome Italia, Giovanni Luisotti, 61 anni, di Massarosa e il responsabile della sicurezza all'epoca dell'incidente, Marco Mutti, geometra, 57 anni, di Viareggio.
L'infortunio sul lavoro avvenne intorno alle 13,30 del 12 settembre 2014 all'interno di un edificio che ora ospita la Welcome Italia (l'altra è a Massarosa), specializzata in servizi telefonici e di comunicazione per professionisti e aziende.
Fatale fu il distacco del moschettone che teneva il carico. Il cedimento del sollevatore con il pancale provocò la caduta libera conclusa sulla testa del titolare della Air Tech 2 di Guamo. Il genero di Folletti fu un primo a soccorrerlo. In pratica gli morì tra le braccia. La tragedia avvenne nell'edificio in costruzione che ora ospita la Welcome Italia.
La ditta di Folletti, in quel periodo, aveva in appalto l'impianto di aerazione all’interno del capannone. L'artigiano, il genero e un operaio erano impegnati a per portare in alto i tubi e si erano serviti di un sollevatore al quale era stato fissato un pancale di legno in modo da aumentare la superficie di appoggio. Il sollevatore, a sua volta, era stato collegato a una corda che scorreva all'interno di un moschettone. Quando il sollevatore col pancale giunse a un'altezza di quattro metri, il moschettone si schiantò e il pancale travolse Folletti, causandone la morte.
Le parti offese che aspettano di costituirsi in giudizio sono sei e sono assistite dall'avvocato Alessandro Garibotti. La famiglia di Folletti, conosciuto a Lucca non solo per la sua attività aziendale ma anche come appassionato volontario della Misericordia, attendono ancora il risarcimento da parte dell'assicurazione.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google