Italia
L’ex casalinga non molla e tira su la saracinesca
Carla Moschini da tre decenni è proprietaria di un’attività in viale Puccini: «Per sfidare internet e la grande distribuzione conta il rapporto con il cliente»
LUCCA. Il golf bianco e nero che Carla Moschini, 72 anni, indossa in occasione della riapertura del suo negozio, lo ha creato da zero, nello stesso modo in cui, giorno dopo giorno, ha tirato su il punto vendita "Carla Lana e Intimo" di viale Puccini a Sant’Anna, l’attività di una vita. Proprio quella per cui, ogni mattina, da trent’anni, si sveglia e si fa bella per apparire al meglio davanti ai clienti e che, nonostante l’età, oggi non ha avuto paura di rinnovare. Una sfida con se stessa, del genere a cui Carla ha ormai abituato chi la conosce.
«Quando decisi di aprire il negozio, avevo 44 anni, tre figli, di cui la più piccola di sette anni, e un passato da casalinga - racconta -. Nessuno sembrò volermi appoggiare, nemmeno quelle amiche commercianti che avrebbero potuto aiutarmi con la loro esperienza. Mi dissero che era appena entrato in uso il registratore di cassa e che complicava le cose». Allora, però, il parere contrario della gente trovò in lei un muro di gomma.
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Il suo coraggio, la determinazione e la voglia di fare, ebbero il sopravvento e, il 16 dicembre 1987, Carla alzò la saracinesca di quella piccola attività tutta in divenire. Per i primi anni, decise di limitare lo spazio e adibire la seconda stanza a magazzino, rivolgendosi soltanto al mercato dell’intimo e della lana. Poi, piano piano, si aprì all’abbigliamento, acquisito ormai del tutto da almeno dieci anni. Oggi ha anche un reparto di merceria e ha avviato una collaborazione con una scuola di danza vicina per fornire articoli specifici. Del resto, Carla, le novità, ha imparato a prenderle al volo, di volta in volta, con la tempra della commerciante d’altri tempi, ma con lo spirito di chi, malgrado le difficoltà, crede ancora profondamente in questo mestiere. «Era arrivato il momento di una svolta e la scorsa settimana abbiamo deciso di chiudere per dedicarci al meglio al cambiamento - spiega la titolare insieme alla figlia Sabina che adesso lavora con lei -. La crisi, i mesi estivi, la poca richiesta, ci hanno fatto riflettere su come rinnovarci: vendevamo poco e non potevamo stare con le mani in mano».
Una decisione maturata in pochi giorni con l’obiettivo, dopo la riapertura di ieri mattina, di tornare ad avere un po’ di respiro, grazie ai nuovi marchi scelti e rivolti anche al pubblico più giovane e a un arredamento più accattivante. «È cambiata la cultura e, con questa, sono cambiate le priorità - afferma Carla forte della sua lunga esperienza -. Le persone vogliono risparmiare: con la grande distribuzione, internet, i cinesi e la possibilità di comprare a cinque o a dieci euro uno stesso articolo, siamo stati messi in ginocchio. Pensiamo all’intimo e alle catene spuntate in città o solo al reparto dedicato nei supermercati».Difficile per le piccole attività riuscire a sopravvivere, anche di fronte al cambio di mentalità del pubblico a cui si rivolgono. «Oggi le persone hanno tantissima scelta e questo forse le rende esageratamente esigenti» sostiene.
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Troppo spesso infatti, c’è chi baratta la professionalità di una commessa con la comodità di un computer, l’opportunità di toccare con mano con le foto dell’intera gamma di articoli, la qualità del prodotto con un prezzo contenuto. «Di fronte a tutto ciò, chi me lo fa fare di continuare? - si chiede Carla -. La risposta è: l’amore per questo mestiere e il rapporto con chi viene abitualmente a comprare da me».
Pensare di rinunciare ai clienti affezionati, infatti, per lei è ancora qualcosa di molto lontano, così come l’idea di trascorrere i prossimi anni a riposo. Nel suo futuro, vede ancora il bancone e gli scaffali su cui esporre i pezzi migliori, insieme a quegli abiti che, lei stessa, confeziona per passione con i ferri e i filati. «Li faccio per far capire a chi ho di fronte cosa propongo: avere davanti il risultato finale, è diverso dall’immaginare un capo a partire da un gomitolo». Una strategia, anche questa, da brava commerciante, per offrire qualcosa di più: un passo avanti, magari, per battere la concorrenza sleale e insegnare a riconoscere il valore di ciò che si acquista.
«Faccio la maglia dall’età di 15 anni - racconta - e alla fine ho deciso di mettere in piedi un corso. Una sera a settimana, ho appuntamento in negozio con gli iscritti, dove lavoriamo con i ferri, parlando e mettendo a confronto generazioni diverse».
Nel tempo, impegno, pazienza e fatica, hanno fatto largo anche a grandi sacrifici, ma di una cosa Carla è certa: trent’anni dopo rifarebbe tutto, esattamente nello stesso modo, con il fegato di ieri, il cuore di oggi, la mente di domani.
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