Il Tirreno

Lucca

Gesam, la scissione sotto esame

di Luca Cinotti
Gesam, la scissione sotto esame

Il Comune deciderà a breve se procedere dopo la pubblicazione del decreto Madia

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LUCCA. L’operazione Gesam va avanti. Il motore della complessa macchina che dovrà portare alla cosiddetta “scissione asimmetrica” dell’attuale gruppo, con la creazione di una società ad hoc partecipata da Toscana Energia e che concorra alla gara per la rete di distribuzione, si è rimesso in moto in questi giorni. A fare da spartiacque è stata la pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto sulle partecipate della riforma Madia che ha cambiato il volto della pubblica amministrazione. Il già abbastanza travagliato percorso verso il nuovo assetto di Gesam era stato messo in congelatore su “suggerimento” dell’Autorità anticorruzione proprio in attesa delle determinazioni della legge Madia.

«Ora si può ricominciare a parlarne - spiega l’assessore alle partecipate Giovanni Lemucchi - e ci saranno anche incontri con i sindacati». Sul merito, cioè su come il Comune (in accordo con Lucca Holding) vorrà procedere per sgravare il gruppo Gesam degli affidamenti ritenuti illegittimi (illuminazione pubblica, cimiteri) e consentirle di partecipare alla gara sulle reti, Lemucchi non si sbilancia. Ma è più che un indizio il fatto che giudichi «confortante» quanto contenuto nel decreto Madia per quanto riguarda l’operazione di scissione asimmetrica da effettuarsi con l’accordo del socio Toscana Energia, che uscirebbe dalla “capogruppo” Gesam spa per entrare a far parte con un consistente pacchetto di minoranza della neonata Gesam Reti. Il decreto prevede che sia possibile effettuare una «negoziazione diretta» con un singolo acquirente (quindi senza ricorrere alle procedure di evidenza pubblica), a patto che ci sia un pronunciamento del consiglio comunale che dia «analiticamente atto della convenienza economica dell'operazione, con particolare riferimento alla congruità del prezzo di vendita». La pratica, quindi, dovrebbe ritornare nell’assemblea di palazzo Santini per ottenere il via libera. Ma può darsi che prima si rendano necessari altri passaggi: «Bisogna ad esempio capire - spiega ancora Lemucchi - se ci sarà la necessità di richiedere altri pareri specialistici». La materia, infatti, è complicata. E il nuovo decreto, se da una parte sembra fare chiarezza, dall’altra aggiunge norme che non è escluso possano “stridere” con altre che comunque restano in vigore. La questione del tempo a disposizione è legata da una parte alla necessità di chiudere entro il 31 dicembre la “ricognizione” sulle partecipate voluta dal decreto Madia e, dall’altra, dalla gara sulle reti. Ma su questo secondo versante c’è più tranquillita, visto che l’assemblea di ambito nella quale i comuni dovranno dare l’ok alle linee guida del bando è prevista per metà ottobre e il bando stesso non sarà pronto prima del prossimo anno.

E proprio a inizio del 2017 sono previste novità anche per Polis: intorno a fine gennaio dovrebbero concludersi le procedure di liquidazione, con il passaggio al Comune della Bacchettoni e dello Steccone. Ai quali potrebbe aggiungersi la sede di Polis a San Filippo se non si troveranno acquirenti.

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