Il Tirreno

Lucca

DEGRADO

C’è una pattumiera lungo la Sarzanese

di Flavia Barsotti
C’è una pattumiera lungo la Sarzanese

Rifiuti di ogni tipo abbandonati tra la vegetazione: la rabbia dei residenti

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LUCCA. «È una vergogna. Via Sarzanese in località Maggiano, in alcuni punti, è diventata una vera e propria discarica. Da quando è iniziata la raccolta porta a porta, sistematicamente, qualche incivile viene qui a gettare l’immondizia». La segnalazione arriva da un residente della zona che, ogni giorno, percorre la strada per arrivare a Viareggio dove lavora, dovendosi scontrare, come molti altri, con un paesaggio infestato da rifiuti di ogni genere.

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«Un mese fa ho contattato Sistema Ambiente - prosegue - Gli operatori hanno ripulito, ma, poco dopo, era di nuovo come prima. Basta passare di lì per vedere fin dove si spinge la maleducazione della gente». In effetti, procedendo sulla via Sarzanese verso Maggiano, in direzione Quiesa, lo spettacolo non è dei migliori. «A mio avviso, si tratta di qualcuno che, non facendo la differenziata, usa questi modi per disfarsi della spazzatura domestica». Una sensazione che sembra trovare conferma, almeno in certi casi, nel genere di rifiuto che troviamo in giro. Superata la Chiesa e continuando per circa un chilometro, poco prima di raggiungere il dirizzone, quando sulla destra si apre la stretta strada sterrata che sale e che porta nell'interno, i cumuli di immondizia si sprecano già all’ingresso, ben visibili dalla via principale. Qua e là buttati a lato fra l’erba alta, tanti materiali di scarto provenienti dalle abitazioni: bottiglie in plastica, reti per patate, cartoni di succhi o latte, barattoli di yogurt e recipienti per detersivi. E ancora, sacchi di spazzatura colmi, ma anche vasi da fiori in plastica e in coccio, calcinacci, mattonelle presumibilmente asportate da un bagno, tubi, lucchetti e catene. Poco distante, anche una sdraio da giardino bianca, rotta e scaraventata a terra, mentre vicino, alcuni cd, vetri e saponi.

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Proviamo a salire lungo il viottolo sterrato per qualche metro, finendo per imbatterci in un’altra catasta abbandonata. Nel mucchio, è facile scorgere una valigia, una teglia per cucinare, una seggiola in legno e una vecchia poltrona. E ancora, bottiglie, un mollettone, confezioni di cibi, bicchieri e tanti sacchetti neri pieni di chissà che altro. Decidiamo di tornare sulla Sarzanese dove basta poco per trovare traccia di altri incivili passati di qui. All’imboccatura di una traversa privata, sbarrata poi da un cancello in legno, non è difficile notare altri materiali dispersi in giro. Qua la vegetazione risulta molto alta, incolta, tanto che, in qualche caso, sembra aver inghiottito parte dei detriti disseminati. In superficie, sono però ancora visibili cartacce, lattine e residui di varia natura.

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Nemmeno nei due spiazzi a bordo strada, la situazione è più confortante. A tratti, infatti, risultano invasi dall’immondizia lanciata forse dalle auto in corsa, da qualcuno che approfitta dei momenti meno trafficati per disfarsi di quella prodotta in casa o da chi sceglie queste aree per bivaccare. Fra gli scarti più vicini alla carreggiata, pannolini per bambini, tovagliette, imballaggi per uova, fazzoletti, scatole di articoli per make-up, vasetti di omogeneizzati di frutta e contenitori di cartone, ma anche bottiglie di birra e vaschette per cibo. Dai tantissimi sacchi neri fra l’asfalto e l’erba, spuntano confezioni di prodotti dimagranti, stivali di gomma, calzini e abiti scuri. Immaginare fino in fondo cosa si nasconda dentro la fitta boscaglia confinante con la carreggiata, pare impossibile, ma i copertoni, le parti di un frigorifero, i resti di uno sciacquone, la carta catramata e i pannelli di un armadio, sembrano lasciare pochi dubbi.

«Un problema da non sottovalutare, è anche quello che riguarda il canale lungo la Sarzanese in località Maggiano - afferma Dante Micheletti, residente in zona - Questo, venendo dal monte e andando verso Lucca, va pian piano a restringersi fino a confluire in un tubo di circa 30-40 centimetri di diametro. Ho chiamato tante volte chi di dovere per ripulire il tratto, ma quando gli addetti tagliano gli sterpi con il frullino, lasciano i materiali di scarto sul posto: basta una pioggia per far sì che tutti i residui vengano trascinati nel fosso, contribuendo così ad ostruirlo nel suo punto più piccolo». Una situazione che ci mostra a partire dall’ammasso di rami secchi impigliati davanti al restringimento poco più in là e che, con l’arrivo del maltempo, potrebbe costituire un rischio per l’allagamento della strada. In giro, anche qui alcuni rifiuti «che - sostiene la persona della segnalazione - quando gli operatori vengono a potare le piante, spesso schizzano intorno, fuoriuscendo dai sacchetti spaccati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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