Sicurezza
Rinasce “l’Occhio di Lucca” Progetto da 150.000 euro
Il sindaco di Bagni annuncia il via al restauro dell’antica torre del Bargiglio Nell’antichità era utilizzata come punto di avvistamento e segnalazione
BORGO A MOZZANO. Un punto strategico fondamentale nel passato tanto da essere definito l’“Occhio di Lucca” viene oggi restaurato. Si tratta della torre del Bargiglio, situata a 866 metri di altezza, sopra l’abitato di Cune e il Romitorio di San Bartolomeo. Da qui, in passato, si potevano controllare Castiglione Garfagnana, Lupinaia, Treppigiana, Bagni di Lucca, Brancoli, Fiano, Chiatri, Vecoli e la città di Lucca.
Con l’utilizzo di sistemi di segnalazione, fumo di giorno e fuoco di notte, poteva mettersi in comunicazione con le altre torri che formavano i sistemi di avvistamento, e in particolare era riferimento per Lucca tramite il collegamento con la Torre del Palazzo Pubblico sita nella parte occidentale dell’odierna Piazza Napoleone. Poi, con l’avvento della polvere da sparo e di altri sistemi di difesa, è caduta in disuso.
Oggi rimane poco più di un rudere ma sono ancora visibili i muri esterni e le finestre. E finalmente, dopo anni di promesse, adesso viene restaurata. Con una spesa complessiva di 150mila euro vengono riqualificati la torre e il suo spazio circostante. Ad annunciarlo è il sindaco Patrizio Andreuccetti: «L’intervento prevede il consolidamento della Torre, il rifacimento di muri a secco lungo il percorso di accesso dal romitorio di San Bartolomeo fino al monte Bargiglio, il ripristino e la ripulitura del sentiero stesso e l’installazione in loco di una pedana in legno su cui collocare una struttura in metallo dove sono indicate le direzioni della altre torri di avvistamento».
Il progetto è stato coordinato dall’Unione dei Comuni ed è il compimento di un percorso che ha visto impegnato, negli anni, il professor Gabriele Matraia che da sindaco prima e poi da esponente della Comunità Montana ha fortemente creduto in un progetto che potesse puntare sulla riqualificazione delle torri fortificate di tutta la Valle del Serchio.
«Ringrazio – conclude Andreuccetti - oltre al professor Matraia, Fabrizio Salani, che per l’ente ha seguito l’iter procedurale, e Stefano Fazzi, presidente della Società delle Macchie che al progetto tiene moltissimo e che per esso si è già adoperata. Consolidare l’Occhio di Lucca, renderlo di nuovo accessibile è certamente un servizio per il paese di Cune, per tutto Borgo a Mozzano e per l’intera Valle del Serchio. Ma è forse, soprattutto, il rendere giustizia a un luogo della storia».
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