Il Tirreno

Lucca

Rinasce “l’Occhio di Lucca” Progetto da 150.000 euro

di Luca Meconi
Rinasce “l’Occhio di Lucca” Progetto da 150.000 euro

Il sindaco di Bagni annuncia il via al restauro dell’antica torre del Bargiglio Nell’antichità era utilizzata come punto di avvistamento e segnalazione

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BORGO A MOZZANO. Un punto strategico fondamentale nel passato tanto da essere definito l’“Occhio di Lucca” viene oggi restaurato. Si tratta della torre del Bargiglio, situata a 866 metri di altezza, sopra l’abitato di Cune e il Romitorio di San Bartolomeo. Da qui, in passato, si potevano controllare Castiglione Garfagnana, Lupinaia, Treppigiana, Bagni di Lucca, Brancoli, Fiano, Chiatri, Vecoli e la città di Lucca.

Con l’utilizzo di sistemi di segnalazione, fumo di giorno e fuoco di notte, poteva mettersi in comunicazione con le altre torri che formavano i sistemi di avvistamento, e in particolare era riferimento per Lucca tramite il collegamento con la Torre del Palazzo Pubblico sita nella parte occidentale dell’odierna Piazza Napoleone. Poi, con l’avvento della polvere da sparo e di altri sistemi di difesa, è caduta in disuso.

Oggi rimane poco più di un rudere ma sono ancora visibili i muri esterni e le finestre. E finalmente, dopo anni di promesse, adesso viene restaurata. Con una spesa complessiva di 150mila euro vengono riqualificati la torre e il suo spazio circostante. Ad annunciarlo è il sindaco Patrizio Andreuccetti: «L’intervento prevede il consolidamento della Torre, il rifacimento di muri a secco lungo il percorso di accesso dal romitorio di San Bartolomeo fino al monte Bargiglio, il ripristino e la ripulitura del sentiero stesso e l’installazione in loco di una pedana in legno su cui collocare una struttura in metallo dove sono indicate le direzioni della altre torri di avvistamento».

Il progetto è stato coordinato dall’Unione dei Comuni ed è il compimento di un percorso che ha visto impegnato, negli anni, il professor Gabriele Matraia che da sindaco prima e poi da esponente della Comunità Montana ha fortemente creduto in un progetto che potesse puntare sulla riqualificazione delle torri fortificate di tutta la Valle del Serchio.

«Ringrazio – conclude Andreuccetti - oltre al professor Matraia, Fabrizio Salani, che per l’ente ha seguito l’iter procedurale, e Stefano Fazzi, presidente della Società delle Macchie che al progetto tiene moltissimo e che per esso si è già adoperata. Consolidare l’Occhio di Lucca, renderlo di nuovo accessibile è certamente un servizio per il paese di Cune, per tutto Borgo a Mozzano e per l’intera Valle del Serchio. Ma è forse, soprattutto, il rendere giustizia a un luogo della storia».

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