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No di Comune e Provincia alla centralina sul Coccia

No di Comune e Provincia alla centralina sul Coccia

BAGNI DI LUCCA. Non s'ha da fare la centralina di captazione delle acque per produrre energia che il privato vorrebbe realizzare sul torrente Coccia di Vico Pancellorum. Si sono messi davvero...

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BAGNI DI LUCCA. Non s'ha da fare la centralina di captazione delle acque per produrre energia che il privato vorrebbe realizzare sul torrente Coccia di Vico Pancellorum. Si sono messi davvero di traverso Comune di Bagni di Lucca e Provincia che, nell'incontro in Regione del 13 settembre, hanno ribadito in conferenza dei servizi il loro no alla proroga della validità della pronuncia di compatibilità ambientale.

«Alla conferenza dei servizi – spiega il sindaco di Bagni Massimo Betti – erano presenti la Provincia di Lucca, il Comune di Bagni di Lucca, l'Arpat, il Settore Forestazione, il Settore Faunistico e il settore urbanistica della Regione e la parte proponente nella figura dell'ingegner Tocchini, mentre avevano inviato il loro apporto scritto l'Autorità di Bacino del Fiume Serchio, l'Autorità Idrica Toscana, l'Unione Comuni Media Valle del Serchio. Sia il Comune Bagni di Lucca, rappresentato da me e dall'assessore Zago con il capoarea Di Bert, sia la Provincia rappresentata dal capo di gabinetto Paolo Benedetti con il tecnico architetto Maria Pia Casini, hanno espresso a chiare lettere la contrarietà alla proroga. Non solo in base alle perplessità sulla passata autorizzazione, che aveva avuto parere favorevole da parte del Tribunale delle Acque. Questo nonostante i pareri negativi per salvaguardia di un sito importante da un punto di vista floro-faunistico, ma anche per le evoluzioni normative, i cambiamenti climatici e ambientali, il sempre crescente interesse naturalistico-ambientale che ha creato un indotto economico rilevante in un'area disagiata, gli ulteriori approfondimenti su razze pregiate e a rischio di estinzione che sono state scoperte nell'area. Evoluzioni successive alla precedente autorizzazione». Di uguale avviso si sono dichiarate l'Unione Comuni Media Valle del Serchio, Arpat, Autorità di Bacino del Fiume Serchio, settore Faunistico e Genio Civile.

È stato ribadito da tutti che emergono nell'area interessata notevoli interessi di natura paesaggistica e ambientale. «Si è evidenziato quindi – conclude il sindaco – che il quadro di riferimento generale di tutta la pratica è mutato e, pertanto, necessita un'analisi da parte di tutti gli enti preposti, che si incontreranno nuovamente dopo i necessari approfondimenti». La decisione finale dovrebbe arrivare il 27 ottobre, nella nuova riunione della conferenza dei servizi.

Emanuela Ambrogi

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