Attenzione
Stop al sequestro dell’asilo di Lammari: verrà riqualificato
Cinque mesi fa i sigilli all’edificio per carenze strutturali Il Comune attende l’esito delle indagini per avviare i lavori
CAPANNORI. Da ieri l’asilo nido Cosimo Isola di Lammari non è più sotto sequestro, dopo la conclusione delle indagini dei periti nominati dal tribunale. A cinque mesi dalla chiusura, decisa dal sindaco Luca Menesini per le gravi carenze strutturali, che ne hanno compromesso agibilità e sicurezza, la procura di Lucca ha tolto i sigilli e disposto il dissequestro.
L’annuncio arriva dall’amministrazione comunale, che adesso dovrà decidere il futuro della struttura di via delle Ville, che lo scorso 6 aprile era stata posta sotto sequestro dal tribunale. Una decisione che il sindaco Menesini prenderà solo dopo la conclusione delle indagini della magistratura. Due i procedimenti in corso, uno di natura penale nel quale il Comune è stato riconosciuto parte lesa, e uno civile promosso dallo stesso municipio, con cui saranno definiti l’entità del danno e le responsabilità.
«Abbiamo massima fiducia nel lavoro degli organi giudiziari – dice il primo cittadino – e non appena conosceremo l’esito dei procedimenti in corso avvieremo l’iter per la riqualificazione della struttura».
L’indagine condotta dal sostituto procuratore Salvatore Giannino ha portato, oltre che al sequestro della struttura, all’iscrizione di alcuni dei responsabili delle ditte esecutrici dei lavori nel registro degli indagati, nonché alla nomina dei periti che hanno effettuato verifiche sulla struttura, e dei consulenti per una serie di accertamenti sui metodi e materiali utilizzati per costruire l’asilo.
Al momento sono stati emessi avvisi di garanzia con l’accusa di frode in pubbliche forniture destinati ai responsabili legali delle cinque imprese che hanno eseguito lavori, interni ed esterni, all’edificio scolastico. Sotto l’aspetto civile l’amministrazione comunale, decisa a chiedere il risarcimento dei danni agli eventuali responsabili, tramite il suo legale di fiducia ha avviato un accertamento tecnico preventivo per fare luce sulle cause che hanno portato all’instabilità dell'edificio. Per questo l’ammistrazione nei giorni scorsi ha nominato anche un geologo.
Un caso che ha sollevato molte polemiche in quanto l'asilo, costato 1.300.000 euro (finanziati dalla Regione) e realizzato completamente in bioedilizia e interamente in legno, e che avrebbe dovuto essere un modello da imitare a livello regionale, è stato chiuso dopo appena sette mesi di attività. Nel frattempo i sessanta bambini, dopo la chiusura forzata del nido, sono stati trasferiti alla scuola Manzoni di Marlia dove gli spazi sono stati ampliati e gli ambienti migliorati, in attesa di definire il futuro dell'asilo di Lammari.
Nicola Nucci
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