Il Tirreno

Lucca

Guide turistiche all'attacco: «Lucchesi maleducati»

di Barbara Antoni
Guide turistiche all'attacco: «Lucchesi maleducati»

LUCCA. Operatori esasperati per le continue offese ai visitatori

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LUCCA. Sgraditi ai lucchesi che li apostrofano in malo modo, perché “ingombrano”, a gruppi, le vie del centro e ostacolano la strada a chi lo attraversa in bici. È il motivo più frequente per sentire invettive pesanti contro i turisti: la denuncia arriva da chi con i turisti lavora ogni giorno, come le guide della cooperativa La Giunchiglia. Frasi che non ci si aspetterebbe, spiegano Linda Lorenzetti e Monica Carrara, responsabili della coop, dalla città «in cui si veniva a prendere “il garbo”: da “tornate a casa vostra pecoroni” a “mettetevi da parte maleducati” fino a “io non ce l’ho con nessuno se non con chi vi ci porta”». Le due guide ci mettono la faccia, nome e cognome, per raccontare una situazione divenuta insostenibile. «Ormai da quando il turismo è incrementato, sia i gruppi italiani che stranieri vengono offesi più volte durante il percorso dai lucchesi che passano - riportano -, principalmente perché le strade del centro sono occupate e loro non riescono a sfrecciare con le loro biciclette. Seppure noi guide diciamo sempre ai turisti, prima di entrare in centro, di stare a destra: diciamo che ci sono le biciclette che devono passare e che non possiamo occupare tutta la strada. Ma spesso succede che non essendo abituati al contesto lucchese, spesso finiscono con l’uscire dalla fila per diventare birilli che saltano di qua e di là a seconda della velocità dei ciclisti che fanno lo slalom tra loro. Da tempo assistiamo a questi comportamenti da parte dei lucchesi - spiegano Lorenzetti e Carrara -. Ora la situazione è peggiorata: lungo un itinerario accade in media tre-quattro volte che i turisti vengano offesi, e se ne accorgono».

Le due guide della Giunchiglia puntano il dito su altre criticità del turismo in città: «Domina l’abusivismo anche nel nostro settore, molti gruppi non prendono più la guida autorizzata sul posto. L’organo preposto al controllo sarebbe la polizia municipale...».

E poi la questione logistica: i punti di approdo dei bus turistici in città sono spesso vicini alle piste ciclabili. «A volte in piazzale Boccherini - spiegano le guide - arrivano anche cinque bus in contemporanea. I turisti scendono a pochi centimetri dalla pista ciclabile: appena posano un piede a terra sentono arrivare le prime frasi cattive da chi passa. Entrando da porta Sant’anna - continuano gli esempi - come suggerito dal passaggio pedonale, si entra dal foro sinistro della porta. Una volta dentro abbiamo tre possibilità: camminare sul marciapiede di ghiaino dove i lucchesi prendono i bus e intralciarli, oppure salire sulle Mura, ma la salita è ripida specie per gli anziani, oppure passare sulla nuova strada pavimentata che porta sulla rampa di salita alle Mura: quest’ultima è la scelta migliore, ma questa strada è anche pista ciclabile. Da dove dobbiamo passare? Ogni bus paga da 80 a 130 euro al Comune per scaricare i turisti, come si deve fare per visitare la città senza dare noia ai lucchesi? Noi guide autorizzate ci impegniamo a spiegare le regole delle strade del centro ai turisti, ma preghiamo il Comune di aiutarci con una segnaletica chiara che distingua le zone pedonali da quelle ciclabili, almeno dove è possibile. E chiediamo ai lucchesi di capire che la presenza dei turisti aiuta anche loro, indirettamente, perché l’economia dell’indotto turistico aumenta la qualità della vita di tutti».

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