Il Tirreno

Lucca

Un’annata da ricordare per il vino della lucchesia

Un’annata da ricordare per il vino della lucchesia

Vendemmia al via: maturazione uniforme per l’inverno mite e l’estate secca I produttori non saranno premiati in quantità, ma la qualità si annuncia super

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MONTECARLO. Sarà un'ottima annata per Montecarlo e Colline Lucchesi, le due doc della provincia. Un incremento fino al 5% del raccolto e vini di alta qualità, anche se con una resa in bottiglia leggermente inferiore a causa della prolungata siccità e delle scarse piogge. Le condizioni favorevoli ci sono tutte secondo Coldiretti che sta seguendo le delicate fasi della vendemmia, iniziata in anticipo: perfetta maturazione dell'uva, clima e assenza di malattie e di imprevisti portano a fare prevedere un'annata vitivinicola tra le migliori degli ultimi dieci anni.

Molto, per alcune varietà di uva, dipenderà da questi giorni dove le escursioni termiche fanno ben sperare per una annata di buona qualità, dopo un inverno particolarmente mite e un germogliamento anticipato.

«La primavera – spiega Cristiano Genovali, presidente Coldiretti Lucca – ha fatto segnare temperature spesso sotto la media e anche fenomeni di gelate tardive e tempo umido: condizioni che hanno messo a dura prova il lavoro dei viticoltori per garantire la sanità delle uve. L'estate molto calda ha assicurato invece una maturazione uniforme. Un ultimo accenno di pioggia, soprattutto per i vini rossi, sarebbe il tocco perfetto per un'annata molto promettente dal punto di vista della qualità».

Per Assoenologi «giornate calde ma generalmente non torride con escursioni termiche giornaliere importanti e determinanti hanno incisivo positivamente sulla qualità della vendemmia. Il 2016 potrebbe essere incorniciato come un millesimo da ricordare».

Ora viticoltori, vignaioli ed enologi sperano in un'andamento climatico favorevole a settembre e ottobre, soprattutto per alcune varietà tardive. Un fattore che deciderà il livello qualitativo della produzione, quindi vini bianchi profumati, con un giusto equilibrio di acidità, alcolicità, finezza; e rossi armonici, ricchi di struttura, dai profumi complessi e da lungo invecchiamento.

Entusiasta Gino Fuso Carmignani, presidente del Consorzio Montecarlo Doc che riunisce 20 aziende per un totale di 300 ettari tra Doc e Igt ed una produzione di circa 1,5 milioni di bottiglie: «In vita avrò assistito a una maturazione così lineare e graduale tre, forse quattro volte. La resa sarà inferiore per via delle poche piogge di luglio ed agosto, che non hanno fatto ingrassare gli acini, ma la qualità sarà spettacolare. Per il nostro consorzio, che ricordo è tra i più piccoli d'Italia, la ricerca della qualità è una filosofia di vita. Il business non è l'unica cosa che conta».

«A livello di quantità di uva raccolta siamo in linea con lo scorso anno, un po' meno per la resa», conferma Federico Martinelli della cooperativa agricola Calafata. Una cooperativa votata al biodinamico e con una forte impronta sociale. Nelle vigne di Calafata lavorano anche migranti richiedenti asilo politico e soggetti appartenenti a categorie protette.

Incoraggianti anche i primi dati provvisori dell'Istat sulle esportazioni di vino. Un +1,7% a livello regionale in cui anche i vini lucchesi recitano sempre più un ruolo da protagonisti.

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