Sicurezza
Bilancio in rosso e debiti con l’erario I guai di Daneco
LUCCA. Una società con gravi carenze di liquidità, con problemi a pagare i fornitori e le tasse all’erario. E con dubbi seri che volteggiano sulla possibilità di avere un miglioramento delle...
LUCCA. Una società con gravi carenze di liquidità, con problemi a pagare i fornitori e le tasse all’erario. E con dubbi seri che volteggiano sulla possibilità di avere un miglioramento delle condizioni economiche e finanziarie nell’immediato. L’identikit, assai preoccupante, è quello di Daneco Impianti. Azienda sconosciuta ai più, ma che detiene il 47% del capitale di Sistema Ambiente. Un colosso, nel settore delicato e sempre esposto a rischio dei rifiuti: gestisce impianti di smaltimento e discariche in tutta Italia, dal nord a sud, oltre a costruirne per conto terzi.
L’ordine di grandezza del fatturato è commisurato all’ampiezza dell’impegno: a fine 2015 i ricavi sono stati di 45 milioni. In netto calo, però, rispetto ai 66 milioni dell’anno precedente. In flessione anche i costi di produzione, anche se in maniera meno netta: da 80 a 65 milioni. Alla fine, il bilancio ha fatto segnare un rosso di 13 milioni, cinque in meno rispetto ai 18 dell’anno precedente. Danni “limitati” grazie ad alcune poste straordinarie, come lo stralcio di debiti ormai prescritti e lo storno di costi di fatture da ricevere. Non abbastanza per far tornare il sereno sulla società guidata dal presidente Massimo Ferlini, già consigliere comunale del Pci e del Pds a Milano poi trasmigrato a capo della Compagnia delle Opere, braccio secolare di Comunione e Liberazione.
Sono tanti i problemi che affliggono Daneco impianti. Il primo, che secondo la relazione allegata al bilancio è l’imputato principale del calo del 32% dei ricavi è « la diminuzione del fatturato per i servizi di smaltimento dei rifiuti in discarica, dovuto al raggiuntimento delle volumetrie totali di abbancamento». Tradotto, le discariche sono piene e riescono a ricevere sempre meno rifiuti.
In più, il fatto di lavorare per conto delle pubbliche amministrazioni fa sì di mettere Daneco a rischio di pagamenti non puntuali.
Infine, ci sono una serie di questioni aperte. Come la liquidazione della Sicil Power, società per la realizzazione di inceneritori nell’isola, che però rischia in realtà di creare un buco di bilancio per la Daneco.
Preoccupati per la situazione del socio privato di Sistema Ambiente sono anche i professionisti di Pkf, la società di revisioni alla quale Daneco si è affidata: «La posizione finanziaria netta - scrivono - mostra un peggioramento che tra l’altro si riscontra nelle difficoltà di provvedere ai pagamenti dei debiti in essere (soprattutto tributari) che potrebbe diventare preoccupante se il livello di fatturato continua a decrescere». A proposito di debiti tributari, la Daneco ne ha iscritti a bilancio per poco più di 43 milioni: di questi 30 sono per l’ecotassa (il tributo per il depositi di rifiuti solidi in discarica), voce per la quale la società ha ottenuto comunque una rateizzazione per circa 8 milioni fra 2014 e 2015.
Risultato: secondo il collegio sindacale, «la capacità della società di continuare a operare dipende solo ed esclusivamente dalla volontà degli azionisti di procedere all’approvazione di un nuovo piano industriale che dia nuova linfa alla società e alla sottoscrizione di una delibera di aumento del capitale sociale che doti la società delle risorse finanziarie necessarie per far fronte agli investimenti e per ristabilire un ciclo virtuoso dei pagamenti».
Luca Cinotti
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