Il Tirreno

Lucca

C’è un piano di riorganizzazione Timori tra i lavoratori di Caplac

di Nicola Nucci
C’è un piano di riorganizzazione Timori tra i lavoratori di Caplac

In ballo il destino di 22 dipendenti, dell’indotto e di tutta la filiera della produzione del latte I sindacati dicono no all’ipotesi di fare di Capannori solo un sito logistico per la San Ginese

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CAPANNORI. Caplac San Ginese, un futuro da chiarire. I sindacati chiedono un progetto a garanzia della produzione e a tutela dei posti di lavoro per questa storica azienda del territorio, che opera da quasi sette decenni e rappresenta un’ eccellenza dell'attività casearia della Piana. Lo chiedono con forza dopo una recente assemblea dei lavoratori.

Proprio da quell'incontro, infatti, «sono emerse forti perplessità sul futuro aziendale – come scrivono in una nota Lino Giovannelli della Flai Cgil e Amedeo Sabato della Fai Cisl – e risulterebbe che le criticità presenti sul piano della gestione e del bilancio abbiano indotto la società a intervenire con un piano di riorganizzazione. I lavoratori vogliono mantenere la realtà produttiva a Lucca e si rendono disponibili, sin da subito, a discuterne il modo. Non accettano che questa storica realtà diventi solo un sito logistico, ma è necessario mantenere la produzione. È solo così che si garantisce l'intero sistema e il lavoro».

Per le parti sindacali, infatti, la Caplac è «strategica per il territorio, sia perché da sempre è simbolo di latte di qualità, sia per permettere la sopravvivenza degli allevatori locali che ormai da troppo tempo sono lasciati soli a se stessi e in continuo invecchiamento».

I sindacati sollecitano quindi l'apertura di un tavolo di confronto «con l'azienda e con tutti gli attori interessati, compresa la Regione, per costruire un progetto concreto e di rilancio della cooperativa e non rischiare di perdere questa importante realtà nel territorio».

In ballo il destino di circa 22 dipendenti, tra operai, impiegati e dirigenti, oltre all'indotto, rappresentato da una quarantina di autotrasportatori. La cooperativa, nata nel 1949 con sede a Colognora, produce e distribuisce i prodotti a marchio San Ginese, un marchio riconosciuto ed apprezzato sul mercato nazionale. E ha negli allevatori della Piana e della Garfagnana un punto di forza per garantire insieme la continuità di una realtà economica per la lucchesia e la sopravvivenza del settore zootecnico locale.

Nel dicembre scorso c’è stato il matrimonio con Latteria Soligo, in provincia di Treviso, per creare, nelle aspettative, uno dei primi poli caseari italiani, visto che la ditta veneta avrebbe assicurato a regime un fatturato di circa 100 milioni di euro.

Anche il sindaco di Capannori, Luca Menesini, ha chiesto un incontro con i vertici aziendali per portare la discussione a livello regionale.

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