Il Tirreno

Lucca

Sventrati i sacchi anti-alluvione

di Nicola Bellanova
Sventrati i sacchi anti-alluvione

Atto di vandalismo contro il materiale dell’Associazione nazionale Alpini di Coreglia

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PIANO DI COREGLIA. Un centinaio di sacchi di sabbia accatastati per le emergenze alluvionali ed atmosferiche, sono stati distrutti e resi di fatto inutilizzabili. Uno sfregio, dispetto, bravata o vendetta? Questo lo accerteranno i Carabinieri di Coreglia Antelminelli comandati dal maresciallo Francesco Feniello, che ieri mattina ha ricevuto formale denuncia.

Di certo, l'inqualificabile atto di vandalismo perpretrato ai danni dell'Associazione nazionale Alpini, da sempre in prima fila sul fronte dell'aiuto alla popolazione anche in questi giorni difficili del post terremoto, ha destato scalpore in tutta la comunità della Mediavalle. La “Casa degli Alpini” di Piano di Coreglia, posta nei pressi dello stradone che porta al capoluogo, è stata ancora una volta colpita al cuore. Ma, stavolta, il danno è compiuto ai danni di tutta la popolazione. I sacchi di sabbia furono assegnati all'Associazione Alpini due anni fa dall'Unione Comuni Mediavalle, per far fronte ad eventuali emergenze alluvionali o i caso di piena del Serchio. I volontari del sodalizio piancoreglino, hanno avuto in custodia il terriccio, sistemato all'esterno della sede. Tra l'altro, lo stabile realizzato nei primi anni del millennio grazie al contributo economico e materiale dei volontari e della gente della zona, è anche sede del Centro Operativo Comunale di protezione civile, e quindi uno snodo nevralgico per le attività di soccorso nella zona. Il segretario dell'Ana locale, il giovane Stefano Reali, è il ritratto della delusione: «Il fatto è stato scoperto da un nostro iscritto verso le 17 di giovedì - afferma Reali -, e mi sono subito recato alla Casa degli Alpini, dove ho trovato i sacchi di sabbia tagliati e una carriola buttata a sfregio contro la cantina. Un atto inqualificabile, quale che sia la motivazione, ma che non fermerà la nostra attività».

Questi sacchi erano stati offerti da varie associazioni del territorio e forniti dalla Unione Comuni alla Associazione Nazionale Alpini, che avendo una sede baricentrica potrebbe ritirarli e distribuirli alla popolazione in caso di calamità naturali. Già in passato, la sede delle “penne nere” fu oggetto di atti di vandalismo: alcune attrezzatture distrutte dentro il parco giochi, scritte offensive sulle pareti che danno sulla strada, piccoli danneggiamenti all'immobile. Stavolta, però, si è oltrepassato il limite: «Il più grande dispiacere è vedere un gesto compiuto contro un'associazione sempre in prima linea dove c'è da intervenire - continua Reali, dal terremoto del Friuli ad oggi. In un momento del genere fa male, perché quei sacchi non sono stati tolti agli Alpini, ma alla popolazione di Coreglia Antelminelli». In paese, la notizia ha colpito tutti, perché tra la popolazione e gli Alpini c'è sempre stata grande empatia e rispetto reciproco: c'è chi parla di una rappresaglia per un rimprovero di troppo, chi di tensioni accumulate negli anni, chi di sfida a suon di bravate. Ma è tempo di ricominciare: «Ci rimboccheremo le maniche e faremo nuovi sacchi di sabbia, raccogliendo quella sparsa vicino la sede, e fornendo altro materiale per chiudere il tutto. Siamo alpini, non ci fermiamo».

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