La manifestazione
Tante intrusioni a Maggiano, Asl in allarme
Oltre sessanta casi dall'inizio dell'anno, chi entra mette a rischio la propria incolumità
LUCCA. È uno dei grandi punti interrogativi sul futuro della città. Ma anche uno dei luoghi dove si sono incrociati la vita e la cultura e un pezzo di storia della Lucca del Novecento - e non solo. Il futuro dell’ex ospedale psichiatrico di Maggiano (o almeno delle sue parti oggi non utilizzate) è ancora tutto da scrivere. Quello che è certo è che la grande struttura di Fregionaia è diventata mèta ambita e prediletta da parte di chi cerca qualche ora da passare in maniera alternativa ed entra in maniera abusiva dentro il recinto.
Sono tanti, molti più di quanti si possa immaginare. E possono andare incontro anche a infortuni. Nel corso del 2016 i sistemi di sorveglianza messi in campo dall'azienda sanitaria hanno permesso di rilevare un aumento delle intrusioni nell'ex ospedale psichiatrico. Dall'inizio di quest’anno sette persone sono state denunciate in flagranza di reato dalle forze dell’ordine per essere entrati in modo non consentito nel complesso di Maggiano, mentre altre sei sono state denunciate direttamente dall'azienda sanitaria.
Sono poi 49 (alcuni anche negli ultimi giorni), sempre dall'inizio dell'anno, i soggetti identificati e verbalizzati per lo stesso motivo da Polizia e Carabinieri.
Come già detto spesso si tratta solo di "ragazzate", di prove di coraggio magari da inserire poi con delle foto sui social network per farsi grandi. Sta di fatto che oltre a un reato penale si può andare incontro a pericoli non indifferenti.
Sull'ex manicomio di Fregionaia negli anni passati è stato infatti effettuato un importante restauro conservativo, che ha permesso di mettere in sicurezza alcune aree, in particolare le stanze dove aveva vissuto Mario Tobino e altri spazi gestiti dall'omonima Fondazione. Ma sono purtroppo presenti ed anzi aumentano col tempo le aree “instabili” in cui sono possibili cedimenti delle strutture lignee delle coperture che potrebbero quindi crollare sul “visitatore”, con danni immaginabili.
È importante quindi che si diffonda questa consapevolezza, in particolare tra i giovani che - soprattutto nei fine settimana - si avventurano scavalcando le recinzioni o peggio asportandole. Fermare queste intrusioni nel grande complesso significa garantire l'incolumità delle persone, oltre che prevenire eventuali reati ed atti di vandalismo nei confronti di un luogo che rappresenta un importante patrimonio storico e culturale di tutta la comunità lucchese.
Tutto questo in attesa di una parola chiara sul futuro del luogo legato - tra le tante cose - a Mario Tobino. Una prospettiva che dovrà essere scritta d’accordo fra Asl, Regione e Comune. Mentre sembra essere tramontata - almeno per il momento - la possibilità della trasformazione in un carcere. I soldi previsti per un nuovo istituto di pena, infatti, saranno “girati” al provveditorato regionale.
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