Il Tirreno

Lucca

Cresime rinviate I religiosi si schierano con don Americo

Aveva sollevato polemiche la scelta del parroco di Porcari di rimandare al prossimo anno la cerimonia per 60 ragazzi

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PORCARI. Religiosi in difesa di don Americo, il parroco di Porcari, dopo la decisione di rimandare al prossimo anno la cresima di sessanta ragazzi. Un caso che, come era logico, ha innescato una polemica in paese.

«Il percorso di catechesi non è una scuola, non ci sono promossi e bocciati, questa è una situazione che qualcuno ha voluto interpretare a modo suo», commenta don Americo. Il parroco aveva già scritto alle famiglie per «spiegare questo nuovo modo di preparare i giovani dopo la comunione, approvato anche dall'arcivescovo». Poi, in seguito all'accesso dibattito, ha anche affidato ad un comunicato la motivazione della scelta: «Ci possono essere esiti diversi che non dipendono dall'età, ma dalla maturazione del ragazzo di vivere con coraggio e coerenza il cammino di formazione cristiana». Per don Americo, in sostanza, questi ragazzi non erano ancora pronti dal punto di vista della fede ricevere questo sacramento, in quanto non sarebbe stato completato il percorso avviato dalla parrocchia. Lo stesso parroco nella lettera inviata alle famiglie ha chiesto un impegno e una presenza costante dei ragazzi che dopo la prima media, se desiderano ricevere la cresima, dovranno fare domanda di iscrizione per essere ammessi alla preparazione. Giovedì prossimo è in programma una riunione con i genitori e i catechisti in cui don Americo darà ulteriori spiegazioni.

Intanto la scelta del parroco di Porcari di non ammettere il gruppo di ragazzi alla cresima è difesa dai presbiteri della zona pastorale suburbana tre e della zona pastorale di Segromigno, Villa Basilica e Valleriana. Nella lettera (firmata da don Simone Caniglia, Franco Cerri, Giovanni Checchi, Emilio Citti, Giancarlo Da Valle, Paolo Dalle Mura, Sergio Di Girolamo, Marcello Franceschi, Simone Giuli, Raffaello Giusti, Vittorio Martini, Polycarpe Ngendakumana, Jean-Claude Dombo Nzambati, Giovanni Romani, Francesco Sanciu, Antonio Tidei) si esprime «solidarietà al confratello don Americo Marsili, senza entrare nel merito delle dinamiche parrocchiali né degli orientamenti pastorali del parroco, ma convinti che ogni parroco sceglie percorsi di educazione alla fede in base alla sua sensibilità pastorale e volti al bene dei ragazzi, alla scelta consapevole e seria di vita cristiana. Come ogni padre educa i suoi figli con la propria originalità, così ogni parroco educa i figli della sua famiglia parrocchiale con la sua specificità culturale e spirituale, senza per questo mancare l'obiettivo perseguito sia dal parroco sia dai genitori, anche se purtroppo non di rado l'obiettivo non è condiviso da quest'ultimi».

Nicola Nucci  

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