Sicurezza
Il recupero del musicale Sant’Agostino è sinfonia per gli occhi
I lavori al liceo saranno terminati entro fine settembre: gli studenti saranno trasferiti a novembre
LUCCA. La musica non c’è ancora, ma il recupero del complesso di Sant’Agostino è già una sinfonia per gli occhi. La visita al vecchio convento, destinato a ospitare il nuovo liceo musicale già da novembre, rappresenta un’autentica meraviglia che di sicuro lascerà a bocca aperta gli studenti. I lavori affidati a un’Ati formata da tre ditte lucchesi – l’impesa Michele Bianchi, la Angelo Impianti e la Tecnoservice srl – sono iniziati all’inizio dell’anno e ora volgono al termine. «Mancano solo alcune finiture – spiega l’architetto Francesca Lazzari – Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre saranno ultimati. Stiamo parlando con la preside del Passaglia per capire come organizzare il trasloco, visto che qui verranno portate da subito tutte le classi del liceo musicale attualmente sparpagliate in via della Corticella, in Fillungo e in via del Cantiere».
Il complesso di Sant’Agostino diventerà la quarta sede del liceo artistico Passaglia e questo richiederà di ridistribuire i bidelli: la direzione scolastica ci sta lavorando. L’altra problematica riguarda gli arredi: non erano inseriti nel bando (non si poteva) e così la Provincia sta cercando i fondi necessari (qualche decina di migliaio di euro) per dare banchi, sedie e cattedre nuove alla scuola.
L’ingresso è dalla porta che sorge accanto alla chiesa di Sant’Agostino: da lì si sale (con scala o ascensore) al primo piano, dove ci sono 10 aule (le due più grandi da 25 posti), servizi e una stupenda sala per la musica d’insieme. È allestita con pavimenti in legno, pannelli fonoassorbenti e un nuovo soffitto a travi. In più – e questa sarà la sorpresa del giorno dell’inaugurazione – avrà una particolare illuminazione preparata dalla ditta Martinelli.
Fa un effetto strano passeggiare per questi lunghi corridoi bianco-latte, illuminati dalle grandi finestre montate all’interne. I pavimenti sono stati rialzati per non toccare la struttura originaria del 1.300, secondo i dettami della Soprintendenza. Fino a poche settimane fa qui c’erano solo degrado, polvere e sporcizia. Ora sembra tutto un altro ambiente.
Al piano terra ci sono i bagni, la sala professori e la sala percussioni. E il chiostro in cui gli operai sono al lavoro per interrare i cavi. Il presidente della Provincia Luca Menesini, che molto si è speso per la tempestiva riuscita dell’intervento, è soddisfatto del risultato. «È un recupero importante per la città – spiega Menesini –, realizzato grazie alla sinergia di tutte le istituzioni e al contributo della Fondazione Crl a cui va il nostro ringraziamento. Scuola e viabilità sono le competenze più importanti rimaste alla Provincia e su questi fronti stiamo lavorando: tanti spazi scolastici, tra cui il Sant’Agostino, saranno disponibili per la comunità studentesca entro l’anno».
Il progetto di recupero ha riguardato un’area di circa 1.200 metri quadrati ma ha toccato solo due ali del vecchio convento. Il chiostro (completamente riaperto, demolendo i locali che ospitavano il pub “In Kiostro”) e le altri due ali (in cui ha sede l’archivio della prefettura) al momento non sono destinati alla scuola. Restano di proprietà del Demanio, che peraltro sarebbe felice di cederli alla Provincia. Per questo ha partecipato a un bando del Mef, presentando un progetto da 1 milione e 200mila euro per completare il recupero: il chiostro e il vecchio parcheggio che confina con Santa Zita sarebbero sistemati a giardino, mentre nelle altri due ali (oltre al rifacimento esterno) sorgerebbero una sala per le tecnologie sonore e uno spazio per le attività ginniche. La risposta del ministero arriverà entro ottobre. Non resta che aspettare.
Intanto a novembre gli studenti potranno già fare lezione nelle loro nuove aule, in cui l’acustica è curata dallo studio Gerhard Muller di Monaco. Il quadro economico dell’intervento è di 1 milione e 500mila euro, arrivati da bandi statali, dalla Fondazione e dalla Provincia.
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