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Il palazzo delle camelie è stato messo in vendita
È di 800mila euro la cifra richiesta dalla proprietà per Villa Torregrossa L’edificio del 1784 ha ospitato anche un bed an breakfast ed eventi culturali
CAPANNORI. Durante la seconda guerra mondiale la dimora, all'epoca villa Campetti, è stata sede del comando nazista tedesco impegnato nella costruzione della linea gotica in Italia. Poi, in anni più recenti, con il nome di villa Torregrossa, questo elegante palazzo nobiliare è diventato il "palazzo delle camelie", per diverse edizioni della mostra dedicata al fiore reciso. Ma lo stesso edificio, appartenente anche all'associazione delle ville e palazzi storici lucchesi, è stato anche un bed and breakfast di lusso per ricevimenti e nozze nel circuito comunale dei matrimoni in villa. Ora, villa Torregrossa a Sant'Andrea di Compito, è in vendita.
La proprietà – che l'aveva acquistata oltre mezzo secolo fa – ha deciso di passare la mano. A pochi chilometri da Lucca, la villa-palazzo del 1784 è stata a lungo la residenza di una delle più importanti famiglie del paese alle pendici dei Monti Pisani. Negli anni ha mantenuto le caratteristiche di quel periodo e oggi è una testimonianza architettonica del passato: pavimenti in cotto e porte antiche, decori e affreschi che rievocano la ricchezza del passato.
Davanti all'edificio, che si sviluppa su circa 900 metri quadri, un antico giardino con camelie secolari e sale di rappresentanza che hanno ospitato eventi importanti, anche legati al borgo delle camelie. La grande cucina è ancora arredata con mobili e suppellettili dell'epoca.
Nell'ampio giardino troneggia anche una maestosa e rarissima "olea fragrans", con oltre 500 anni di vita, a cui sono interessati importanti botanici per avviare un percorso di inserimento tra le piante monumentali regionali.
La villa viene venduta a 800mila euro. Neppure un prezzo troppo alto considerato anche il valore storico e patrimoniale dell'edificio che si affaccia sulla piazzetta dei Tre Tigli. Negli ultimi mesi è stata riscoperta anche la vocazione culturale del palazzo, che in questo periodo ha accolto mostre di fotografia e pittura, un concorso letterario ed è diventata persino protagonista di una storia a fumetti di Vittorio Campeti, ambientata nel periodo bellico.
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