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Lucca

A rischio il centro trasfusionale

A rischio il centro trasfusionale

Lucca, la Cgil chiede un incontro con i vertici dell’azienda: impossibile andare avanti con così poco personale

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LUCCA. È un servizio importante e, per Lucca, un fiore all’occhiello, ma l’attività del Centro Trasfusionale rischia di subire le conseguenze della pesante carenza di personale con cui deve fare i conti.

È quanto emerge dalla lettera (che fa seguito a un’assemblea del personale) che la Funzione Pubblica Cgil di Lucca, attraverso la segretaria generale Giovanna Lo Zopone e la coordinatrice ex Asl2 Elisabetta Battistoni, ha inviato ai vertici Asl, per chiedere un confronto. Una lettera che parte proprio con i numeri delle “forze” attualmente alcentro: «Il personale infermieristico è formato solo da 2 unità e la terza al 50% (e una in "prestito" formata parzialmente). Con tali numeri è impossibile garantire il turno sui 7 giorni, non si riesce a garantire la copertura di tutte le attività (donatori, aferesi terapeutica, ambulatori e urgenze). Da aprile c'è stata una concentrazione di infortuni sul lavoro che va assolutamente indagata (2 infermieri su 7, un Oss (l'unico assegnato) e un medico (pare ci sia già una relazione dell'ufficio competente). La carta dei servizi prevedeva 8 infermieri, 4 oss e il coordinatore. Invece sono in carico 6 Infermieri di cui 2 con Legge 104 e un Infermiere al 50%, 1 Oss, 2 Ota e 1 categoria protetta. Negli ultimi mesi sono state assegnate unità non formate che sapevano già che dopo poco sarebbero andate via, quindi con nessun interesse a imparare (con permanenze dai 2 mesi ai 15 giorni), e personale certificato e non idoneo al tipo di lavoro».

«Questa situazione – riprende la lettera – perdura da 3 anni e non si è registrata alcuna volontà da parte dell'azienda a volerla risolvere. Medicina Trasfusionale e Immunoematologia non è evidentemente un ambulatorio, ma un vero e proprio "reparto" ospedaliero con ritmi di lavoro molto stressanti. L'utenza sceglie di venire per poter donare e si aspetta un'assistenza molto curata nei minimi particolari che, a oggi il personale attualmente in servizio non riesce a garantire, anzi addirittura si è ai limiti di garanzia della sicurezza. L'iter formativo degli Infermieri addetti al Centro Trasfusionale fino al momento in cui è iniziato questo avvicendamento di personale utilizzato "a tappa buchi", durava 6 mesi con valutazione all'inizio e alla fine. Se la valutazione finale rilevava la non completa acquisizione delle competenze previste, l'Infermiere doveva seguire un ulteriore periodo di addestramento. Tutto questo ultimamente non è stato possibile perché non ci sono stati i tempi necessari per completare la formazione».

Un peccato vista l’importanza del Centro: «Storicamente a Lucca questo settore è sempre stato molto curato, infatti veniva indicato come Centro d'eccellenza, Primo Centro in Toscana. Tutto il personale in questi ultimi anni ha fatto un lavoro immane per garantire i livelli di qualità che sono propri del Centro e che con molte difficoltà finora sono riusciti a mantenere, evidentemente a scapito della loro salute. Ci chiediamo se c'è una volontà politica o, peggio ancora, è solo incuria e mancata attenzione. È anche vero che negli ultimi anni le procedure si sono molto appesantite e allungate per poter garantire la sicurezza trasfusionale del paziente».

E a tutto questo si aggiungono altri disagi: «Persistono, nonostante siano state più volte denunciate, problematiche strutturali nel "nuovo ospedale". La stanza della aferesi terapeutica è ubicata fuori dal l'unità operativa, divisa da due porte con in mezzo un corridoio di passaggio, senza campanello, che quindi richiede la presenza di ben 2 infermieri per i trattamenti altamente impegnati che vengono espletati. Ma a fronte di ciò la risposta aziendale è stata quella di diminuire il personale sia in termini qualitativi che quantitativi, creando questa situazione non più sostenibile».

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