Attenzione
Tre colpi di pistola da un’auto come avvertimento a un rivale
Nei guai due albanesi, un rumeno e un minorenne che per impaurire un quarantenne di S. Anna hanno usato una scacciacani per poi allontanarsi dalla zona del Luna Park di via delle Tagliate
LUCCA. Nel giro di cinque ore i carabinieri sono riusciti a ricostruire una vicenda che, almeno sul nascere, aveva creato non poca apprensione. Perché alle 22,30 di domenica alla centrale operativa di Cortile degli Svizzeri erano arrivate più chiamate dal campo nomadi. Tutte dello stesso tenore: «C’è stata una sparatoria» «Hanno esploso dei colpi di pistola fuori dal campo delle Tagliate». Il radiomobile arriva a velocità supersonica nella zona in questione e i militari scoprono, attraverso testimonianze, che due auto - un’Audi e un’utilitaria - avevano inseguito in bicicletta un romeno. Dalla berlina uno degli occupanti aveva abbassato il finestrino ed esploso tre colpi per poi allontanarsi nell’oscurità.
Un avvertimento. Tracce di sangue non c’erano e soprattutto i bossoli rinvenuti erano stati esplosi da una scacciacani e non da un’arma vera. Si era trattato di un avvertimento tra esponenti della microcriminalità? La risposta è arrivata mezz’ora dopo quando il rumeno di 43 anni residente a S. Anna e a cui erano diretti quei colpi è stato rintracciato in bicicletta al distributore di carburante Conad in via di Tiglio all’Arancio. Portato in caserma ha fatto il nome di uno dei quattro occupanti della macchina al cui interno sono partiti i colpi e che lo avrebbe minacciato con la pistola, senza tappo rosso, nella zona del Luna Park di via delle Tagliate. Per questo era fuggito verso il campo nomadi e per questo alla fine gli avevano sparato nonostante in quella zona vi fossero famiglie con bambini che entravano ed uscivano dallo spazio riservato alle giostre. Il movente? Sia la vittima che la persona indicata come lo sparatore hanno precedenti penali e di polizia in materia di furti e ricettazione. Probabilmente il movente è da ricercare in quegli ambiti e comunque le indagini sono ancora in corso perché la spiegazione del romeno («dovevo restituire 50 euro, non li avevo e così mi hanno sparato») non convince per niente le forze dell’ordine.
La ricerca degli aggressori. I carabinieri di Borgo Giannotti guidati dal maresciallo Carlo Zingale si mettono alla ricerca degli autori partendo proprio da quello che ha sparato. È un albanese di 34 anni e vive a Gallicano. Anche lui precedenti penali per reati contro il patrimonio. Si muovono anche i carabinieri di Coreglia del maresciallo Feniello. Con l’albanese in quell’auto c’erano un connazionale di 25 anni, un rumeno di 36 e un minorenne di 16 anni nato e residente in Media Valle. Gli albanesi e il romeno vengono tutti rintracciati nella notte nella zona di Gallicano. A casa di uno di loro viene trovata la scacciacani con i relativi proiettili. Alle 3,30 l’operazione è conclusa. Tutti vengono denunciati con l’accusa di minaccia aggravata, esplosione pericolosa e favoreggiamento.
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