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Lucca

Condannato a pagare il prof molestatore

Condannato a pagare il prof molestatore

La Corte dei Conti chiede i danni al docente di Lucca che aveva patteggiato per violenza sessuale su uno studente. Escluso però il danno di immagine

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LUCCA. Dopo il patteggiamento, il risarcimento danni. Ci sono nuovi sviluppi nella vicenda che ha visto coinvolto un professore di un istituto superiore di Lucca che, nel 2012, aveva patteggiato una pena di 18 mesi di reclusione per un’accusa di violenza sessuale nei confronti di un suo studente di 15 anni. Una vicenda che aveva fatto molto scalpore, in città. Sulla base dell’esposto del preside il sostituto procuratore Sara Polino affidò le indagini alla squadra Mobile. Dagli accertamenti sarebbe emerso che le attenzioni particolari dell’insegnante si sarebbero verificate in tre momenti diversi. Una volta durante un’assemblea studentesca svoltasi al cinema Moderno, un’altra volta in classe e la terza nel chiostro dell’istituto secondario superiore. Il professore era accusato di essere riuscito, contro la volontà del minorenne terrorizzato dall’atteggiamento dell’insegnante, ad aver un contatto fisico. Il racconto della vittima della molestia era stato puntualmente verificato anche in sede d’incidente probatorio e, in sede di udienza prelimare, arrivò il patteggiamento per il docente.

La vicenda, poi, si è spostata nelle aule della Corte dei conti. Secondo la procura, infatti, il docente si sarebbe reso responsabile di due tipi di danno all’erario. Il primo legato direttamente alla sospensione dall’insegnamento per sei mesi decisa dall’Ufficio scolastico provinciale, dal 1° gennaio 2014 al 30 giugno dello stesso anno. Per garantire l’insegnamento, infatti, il preside fu costretto a stipulare due contratti individuali di lavoro a tempo determinato, per una spesa totlae di 14.742 euro. A questi vanno sommati gli 8.684 euro corrisposti comune a titolo di trattamento “alimentare” al docente sospeso. In totale, dunque, 23.426 euro, 1.351 in più rispetto a quanto sarebbe spettato al docente se avvesse regolarmente svolto il servizio di istruzione (22.075 euro per sei mesi). Oltre a questi mille e rotti euto di danno patrimoniale, il procuratore contabile avrebbe voluto anche la condanna per 8.000 euro a causa del danno di immagine provocato alla scuola e al corpo docente.

I giudice della Corte dei Conti hanno deciso però di riconoscere solo il danno patrimoniale. Perché - hanno scritto in sentenza - il danno d’immagine non sussiste, in quanto il reato contestato è «escluso dal novero di quelli» che la legge riconosce come fonte di danno all’immagine: in sostanza, quelli contro la pubblica amministrazione (peculato, corruzione, ecc.).

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