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Lucca

Valanga di precari nelle graduatorie

Valanga di precari nelle graduatorie

Le ordinanze portano all’inserimento di centinaia di nomi

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LUCCA. Non c’è pace per gli insegnanti precari inseriti nelle graduatorie a esaurimento (nome che sa di beffa, come vedremo fra poco) dell’ufficio scolastico provinciale di Lucca. Dopo la vicenda di un paio di anni fa con l’invasione da parte di docenti di altre province, ora stanno arrivando al pettine i problemi dovuti agli inserimenti nelle liste di insegnanti “catapultati” dalle ordinanze dei giudici amministrativi.

La conferma è stata “cristallizzata” nelle graduatorie pubblicate a fine agosto dall’ex provveditorato. Con numeri che non lasciano spazio ai dubbi: per le scuole dell’infanzia ci sono in lista 402 docenti, per le elementari 177. A fine agosto scorso, rispettivamente, i precari nelle graduatorie erano 424 e 210. Numeri in calo, ma non bisogna fermarsi all’apparenza: nel frattempo, infatti, ci sono state molte assunzioni a seguito del piano della “Buona scuola”. Ma queste, di fatto, hanno solo scalfito la punta dell’iceberg delle graduatorie. Perché, se da una parte i docenti uscivano dalla porta che consegnava loro l’agognato ruolo, nello stesso tempo altri insegnanti entravano grazie alle pronunce a ripetizione (e tutte dello stesso segno) del Consiglio di Stato.

La vicenda è nota da tempo. Centinaia di docenti (spesso tutelati dalle organizzazioni sindacali) hanno presentato ricorso per vedersi riconoscere il diritto a essere iscritti nelle graduatorie: in particolare si tratta di quelli in possesso di diploma magistrale conseguito entro il 2002. Secondo i giudici amministrativi, questo “pezzo di carta” dà loro la possibilità di insegnare nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie. Inoltre- per quanto riguarda questo secondo grado di studio - i giudici hanno riconosciuto il titolo abilitante anche del tirocinio formativo attivo e del percorso abilitativo speciale.

Insomma, un gran guazzabuglio che fa strame delle speranze di tanti precari “storici” che si sono visti entrare in graduatoria poco meno di 300 colleghi. Tutti inseriti con “riserva”, visto che ancora i giudici non si sono espressi sul merito della questione. Poco conta, però, visto che comunque molto probabilmente questi docenti saranno comunque considerati per decidere quali supplenti inviare in aula nell’anno scolastico che va a cominciare, salvo poi - in caso di sentenza sfavorevole - dover lasciare la cattedra e far posto a un altro precario.

Ancora una volta chi si trova in graduatoria da anni (anche da più di dieci) si trova dunque a “combattere” con una serie di nuovi arrivati che in diversi casi, grazie ai punteggi di entrata, ha fatto slittare chi già era in lista di diversi posti. Qualcosa di simile era già accaduto nel 2014, con l’ondata di docenti che sfruttando la possibilità di trasferirsi da una provincia all’altra decisero di trovar casa a Lucca, considerato uno dei luoghi in Italia con le maggiori possibilità di ottenere il ruolo.

Per quella vicenda sono già stati presentati ricorsi legali. E non è escluso che qualcosa del genere accada anche in questo scorcio di fine estate. Perché la storia delle graduatorie a esaurimento che poi non si esauriscono mai ha davvero qualcosa di assurdo.

Luca Cinotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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