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Terremoto, «serve un ripasso»

Terremoto, «serve un ripasso»

In consiglio la proposta di rivedere e far conoscere i piani di emergenza

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VILLA COLLEMANDINA. Attendendo un metodo scientifico, che al momento appare ancora lontano dall’essere individuato, il “conoscere”, il “prepararsi”, restano le migliori prevenzioni contro il terremoto.

Per questo motivo il gruppo consiliare di minoranza di Villa Collemandina, “Il Comune in Comune”, ha depositato la richiesta dell'inserimento di un punto all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, dedicato proprio al rischio sismico e, quindi, al piano di protezione civile che riguarda il territorio di Villa. Un atto certo legato all’onda emotiva sollevata dalla tragedia di Amatrice, ma che guarda anche alla realtà locale, quella cioè di un territorio ad alto rischio sismico qual è la Garfagnana.

«Dato quanto successo nel Centro Italia – spiega il consigliere Alberto Comparini – crediamo sia utile far sapere, o comunque rinfrescare la memoria dei nostri compaesani. Chiediamo dunque al sindaco Tamagnini di dedicare uno spazio del consiglio comunale al rischio sismico, portando a conoscenza di tutti le misure che il nostro territorio è pronto ad adottare in caso di emergenza».

Non a caso la richiesta arriva da Villa Collemandina, località che il 7 settembre del 1920 fu epicentro di una forte scossa di terremoto che costò la vita a circa 170 persone, con oltre 650 feriti e migliaia di persone senza casa.

I tempi sono cambiati, ma la Garfagnana, come ha dimostrato anche il recente passato, resta una zona ad alto rischio e conoscere bene quali comportamenti assumere e anche quali sono le zone di sicurezza e di ritrovo individuate dai piani di sicurezza zonali diventa fondamentale per affrontare eventuali situazioni di emergenza.

Luca Dini

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