Il Tirreno

Lucca

Profughi, caccia a 100 posti. Cade l’ipotesi San Macario

di Gianni Parrini
Profughi, caccia a 100 posti. Cade l’ipotesi San Macario

Lucca: intanto la tendopoli delle Tagliate tocca quota 176

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LUCCA. Arriveranno tra sabato 3 e domenica 4 settembre i 140 migranti destinati alla provincia di Lucca: la prefettura sta facendo una corsa contro il tempo per cercare di trovare loro una sistemazione. Salta per il momento l’ipotesi dell’agriturismo di San Macario, poco gradita al Comune: il proprietario dell’immobile ha fatto marcia indietro. Altopascio, invece, si prepara a ricevere i suoi primi profughi ma il luogo dell’accoglienza resta top secret (anche se le voci si rincorrono). Intanto la tensostruttura di via delle Tagliate è già al limite: ieri ha toccato quota 176 e nonostante la disponibilità e la capacità di gestione della Croce rossa, non si potrà andare oltre per oggettivi motivi di spazio.

48 ore. A fare il punto della situazione è direttamente il prefetto Giovanna Cagliostro: «I 140 migranti arriveranno già da stasera e per le prossime 48 ore – spiega il rappresentante del governo – Puntiamo a sistemarne il 70-80% nel più breve tempo possibile, in pratica tra sabato e domenica». Diversi andranno nella Piana, qualcuno in meno in Garfagnana dove ve ne sono già troppi in rapporto al numero di residenti. Su Lucca è venuta meno l’ipotesi di San Macario. «Il gestore della struttura ha fatto un passo indietro – spiega il prefetto – Il Comune (contrario a quell’ipotesi, ndr) si è reso disponibile a sistemarne 20-22 nelle strutture già esistenti entro le prossime 36 ore. La novità riguarda Altopascio – prosegue la dottoressa Cagliostro – il sindaco Sara D’Ambrosio è stata di parola: stiamo per chiudere un percorso avviato nei giorni seguenti alla sua elezione (vedi box). In generale la situazione è complessa ma stiamo lavorando bene: basti pensare che dal 1° agosto al 2 settembre abbiamo fatto uscire 70 ospiti dalla tensostruttura per sistemarli nella prima accoglienza».

La provincia, però, comincia a essere satura (circa un migliaio i migranti ospitati) e trovare nuovi posti per i richiedenti asilo diventa sempre più difficile, anche se non mancano soggetti attirati dai facili guadagni e pronti a farsi avanti (in momenti così occorre vigilare).

Le alternative. Le ipotesi per far fronte all’emergenza sono due: forzare la mano ai Comuni che ancora non hanno aperto le porte (Pietrasanta e Montecarlo) oppure pensare a un altro centro di smistamento come quello delle Tagliate (ma senza tende). Il prefetto resta cauto: «Sulle amministrazione che ancora non fanno la loro parte stiamo lavorando – spiega – Altopascio sembrava irremovibile e invece adesso apre le porte. Con gli altri siamo ottimisti anche se non riusciremo a sbloccare la situazione già per questi nuovi arrivi. Per quanto riguarda l’eventuale apertura di un altro centro di smistamento – prosegue il prefetto – dobbiamo prima vedere cosa succederà nelle prossime settimane: io sono favorevole a un modello di accoglienza diffusa e se non ci saranno situazioni di estrema necessità non creeremo un doppione delle Tagliate».

Intanto alla tensostruttura ieri si contavano 176 ospiti: «Siamo in attesa dei nuovi arrivi – spiega Enzo Fasano, presidente della Croce rossa – La situazione è fluida: ci sono ingressi e uscite continue. Grossi problemi non ne abbiamo avuti perché l’organizzazione è buona: da quando la tensostruttura è aperta ha accolto oltre 2.000 migranti. Certo, se ne dovessero arrivare altri cento avremmo delle difficoltà: siamo già al limite, andare oltre sarebbe rischioso».

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