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Rottura tra Comune e prefettura

Rottura tra Comune e prefettura

L’amministrazione: «Migranti a S. Macario, decisione non condivisa»

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LUCCA. Accoglienza, è rottura tra Comune e prefettura. Dopo le dichiarazioni dell’assessore Antonio Sichi che aveva lanciato l’allarme per l’arrivo di altri 140 migranti, oggi è il sindaco Tambellni a prendere la parola per invitare la prefettura di Lucca a non forzare troppo la mano. Il nodo del contendere è l’assegnazione di venti migranti a un agriturismo di San Macario, lo stesso che era rientrato nel bando dell’estate 2015 e che dopo una trattiva tra lampo tra Comune e Prefetto non era stato utilizzato. «Se la Prefettura confermerà la volontà di collocare venti profughi all'interno di una struttura privata nella frazione di San Macario – spiega il sindaco in una nota – già tralasciata da Comune e Prefettura lo scorso anno, la Prefettura assumerà unilateralmente questa decisione, in quanto il Comune di Lucca ha sempre dato la massima disponibilità ad accogliere le persone richiedenti asilo, ma all'interno di percorsi condivisi che mettano al centro un progetto di tipo sociale di integrazione con i territori che li accolgono. Questo è il modello che portiamo avanti e che riteniamo abbia dato risposte finora positive. Ribadisco quindi la disponibilità, perché sento la responsabilità di contribuire come sindaco di un comune italiano all'emergenza in atto, ma sono fermamente contrario a qualsiasi soluzione che metta in discussione il modello finora adottato perché rischierebbe di compromettere l'equilibrio trovato con i cittadini».

Il concetto viene ribadito dall’assessore Antonio Sichi: «Purtroppo quello che prevedevo sta accadendo – scrive su Facebook – l'arrivo di migliaia di profughi sta scatenando gli appetiti mai sopiti di far business sulla pelle dei disgraziati. in queste ore risalta fuori l'operazione stoppata l'anno scorso di ospitare a S. Macario 20 migranti in un agriturismo di proprietà di un immobiliare, destinato ai turisti, al più remunerativo settore profughi. Come l'anno scorso ribadiamo la netta contrarietà dell'amministrazione di Lucca a operazioni che non hanno niente a che fare con la gestione sociale dell'accoglienza. Qui non c’è alcuna attenzione al progetto di inserimento di questi soggetti nel tessuto sociale, ci si preoccupa solo di trovargli un tetto sopra la testa. L’accoglienza non si fa così».

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