Sicurezza
L’Asl dà i numeri i letti del San Luca sono “solo” 355
Parte dei posti per la bassa intensità sono a Campo di Marte Tambellini: Lucca non deve essere schiacciata da Cisanello
LUCCA. L’Asl dà i numeri e le sorprese non mancano. A due anni dall’apertura dell’ospedale San Luca l’azienda sanitaria fa chiarezza sul mistero dei posti letto: non 410 come si è sempre detto e come è riportato su tutti i documenti ufficiali e le brochure di presentazione del monoblocco di San Filippo, bensì 355. Cioè 55 in meno, in parte recuperati nelle strutture territoriali. A dare la notizia è direttamente il direttore generale dell’Asl nord ovest Maria Teresa De Lauretis, che ieri ha presenziato alla conferenza dei sindaci della Piana di Lucca, convocata in fretta e furia dal sindaco Alessandro Tambellini per fare chiarezza sull’utilizzo dell’ospedale San Luca. La vicenda prende il via dall’intervista rilasciata al Tirreno a metà agosto da Luca Pecchio, amministratore delegato di Gesat, concessionario dei servizi non sanitari del presidio. Pecchio aveva parlato di un ospedale con un tasso di occupazione sotto le aspettative (58%), con un numero di posti letto inferiore a quello preventivato e con altre problematiche legate alla vicinanza del Campo di Marte.
L’azienda – rappresentata oltre che dalla direttrice De Lauretis, anche dal direttore della programmazione Edoardo Majno e dal direttore sanitario Mauro Maccari – ha voluto fare chiarezza su alcune questioni, tranquillizzando i presenti (c’erano anche l’ordine dei medici e i sindacati) sullo stato di salute San Luca e sulle sue magnifiche sorti e progressive nell’ambito dell’area vasta.
L’allegoria di Tambellini. Introducendo i lavori il sindaco di Lucca ha usato un’allegoria per rappresentare il rischio corso dal San Luca e dagli altri ospedali, schiacciati dall’ingombrante presenza del “gigante” Cisanello: «Il sistema ospedaliero di area vasta – ha detto il sindaco – non deve essere concepito come un dirigibile che fluttua nell'aria (Cisanello, ndr) a cui tutto il resto gira intorno. Al contrario deve essere pensato come un sistema a rete i cui presidi ospedalieri – fra cui il San Luca di Lucca – siano valorizzati secondo le singole vocazioni ed eccellenze espresse dai territori». Sempre in questo contesto il sindaco ha sottolineato quanto sia essenziale l'integrazione dell'ospedale con la sanità territoriale e, nello specifico, con quella preventiva, importante anche per far diminuire gli accessi al Pronto soccorso.
Posti letto. La direttrice De Lauretis ha ribadito che l'ospedale San Luca è uno dei tre ospedali di livello più alto della rete aziendale. Per questo Lucca ha un suo importante ruolo da giocare nell'ambito della programmazione di area vasta. Prima di entrare nel merito dei settori da valorizzare, la dottoressa ha fornito anche i dati sui posti letto del San Luca. E qui si è risolto l’annoso mistero. «I posti letto attualmente utilizzati al San Luca sono in linea con quelli del Campo di Marte: complessivamente sono 427, di cui 301 ordinari, 54 di Day Hospital e Day Surgery e 72 letti tecnici». Togliendo i letti tecnici (dialisi, osservazione breve e culle) il conto si ferma a 355 contro i 410 previsti in fase di progettazione e i 362 presenti all’ex Campo di Marte. «La differenza rispetto alla progettazione del 2003 che aveva esigenze completamente diverse da quelle attuali – spiega De Lauretis – sta in pratica nei letti di Low care, cioè la bassa intensità di cura, che, in base agli indirizzi strategici della direzione aziendale, si è stabilito di mantenere al Campo di Marte. Alcuni di questi posti sono comunque stati riconvertiti al San Luca, tra area medica, Day Hospital area medica e Medicina d'urgenza. Nel complesso, tra posti letti ospedalieri e territoriali (cure intermedie), Lucca dispone di un numero più alto rispetto alla media dell'Asl Toscana nord ovest e superiore a molte realtà regionali. Restando in ambito ospedaliero - ha aggiunto la De Lauretis - è importante la ricalibratura dei posti letti, non il numero complessivo».
Pronto soccorso. Sul punto di emergenza urgenza De Lauretis ha spiegato che «c'è un percorso concordato con la prefettura e con le organizzazioni sindacati, che proseguirà per studiare le migliori soluzioni. Sul concorso per il nuovo primario (più volte paventato ma non ancora bandito, ndr) abbiamo sollecitato più volte la sua indizione ed abbiamo fatto anche una nuova delibera: ci impegniamo a farlo quanto prima, perché si tratta di un ruolo importante da ricoprire». Per quanto riguarda il funzionamento e le prospettive del San Luca, si tratta di un nodo fondamentale della rete che mantiene il suo ruolo di primo livello e di ospedale provinciale. L’azienda fornisce anche alcuni dati diversi da quelli dati da Gesat: il tasso di occupazione dei posti letto nel 2016 è del 96% per l'area medica e del 75% per l'area chirurgica, percentuali pienamente compatibili con un ospedale di questo tipo (ma il conto qui viene fatto su un numero di letti inferiore ai 410 previsti inizialmente). Per quanto riguarda la presenza ingombrante del Campo di Marte, che con le sue attività ambulatoriali e il centro prelievi secondo Gesat penalizza e svuota il San Luca (soprattutto di pomeriggio), l’azienda sottolinea che nel monoblocco di San Filippo molti servizi di tipo ambulatoriale sono comunque presenti anche dopo le 14. «Tutti i giorni ci sono nel pomeriggio ci sono otorino, oculistica, endoscopia, ortopedia, sala gessi, day hospital, day service, multispecialistico medico. In alcuni giorni ci sono anche ambulatori chirurgici, di neurologia, di pediatria, di pneumologia, polo ecografico oltre alla parte dell'attività libero professionale».
Una risposta che convince solo in parte dato che la stessa azienda riconosce che gran parte dei 56 posti letto di Low care e Riabilitazione che il progetto prevedeva all’interno del San Luca sono finiti nelle strutture territoriali, in particolare al Campo di Marte.
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