La manifestazione
I cartelli mancano E quando ci sono vengono ignorati
Nei pochi metri attorno a Porta San Gervasio si sprecano i comportamenti a rischio degli automobilisti
LUCCA. Distrazione, cattive abitudini (secondo la filosofia del “che vuoi che sia per così poco?”), e segnaletica da rivedere: sono alcuni degli ingredienti che aumentano i fattori di rischio sulle strade. Un problema che si presenta pure in una zona in cui la circolazione è relativamente ridotta, come la Lucca dentro le Mura. Anche qui, però, non mancano punti che meriterebbero maggior attenzione, da parte di chi li attraversa e di chi deve vegliare sulla sicurezza stradale.
Oggi concentriamo l'attenzione sulla zona di Porta San Gervasio, dove – nel raggio di pochi metri – i problemi si sprecano. Restando sul lato "esterno", quello di via del Fosso, i rischi principali sono dovuti proprio al fattore "che vuoi che sia": basta restare in zona pochi minuti per incontrare tanti esempi di “anarchia alla guida”. In molti, dovendo uscire dalla città, non fanno l'unico percorso possibile, ossia quello che passa da via San Micheletto. Da qui, poi, è possibile raggiungere porta Elisa percorrendo la via omonima (almeno fino a quando sarà mantenuto il doppio senso), oppure, da via Santa Chiara, porta San Jacopo. Questo è quello che si dovrebbe fare, codice della strada alla mano.
Però c'è chi, trovando troppo lungo e tortuoso quel percorso, ha studiato un’alternativa più semplice. Un’alternativa che, però, presenta un grosso difetto: è vietata. È quella scendere direttamente da via Elisa partendo dall'ultimo tratto, ignorando che quel pezzo di strada (quello davanti a Villa Bottini), è a senso unico nella direzione opposta, e probabilmente autogiustificandosi con il fatto che si tratta di pochi metri.
Ma i pericoli, in quel caso sono evidenti, così come sono evidenti quelli che si possono correre dalla parte "interna" rispetto a Porta San Gervasio.
In quest’ultimo caso, oltre all'imprudenza, giocano un ruolo anche la morfolologia della strada e la segnaletica. Via San Nicolao è a senso unico tranne un unico tratto, quello compreso tra la stessa Porta San Gervasio e il Portone Dell'Annunziata. Un tratto breve, ma stretto, dove però, più in teoria che in pratica, le auto (che per fortuna son poche) possono viaggiare nei due sensi. E qui sorgono diversi problemi. Il primo: chi arriva da via Santa Croce e svolta a destra in via San Nicolao lo deve fare con estrema prudenza, per evitare di scontrarsi con chi arriva nella direzione opposta. Anche perché questi ultimi hanno davvero uno spazio limitato (complici gli spazi ricavati per la sosta delle auto tra marciapede e carreggiata), con la strada che – stando alla segnaletica orizzontale – si riallarga solo a un metro o poco più dallo stop.
Già, lo stop per chi arriva da via San Nicolao. Qui, invece, entra in gioco il secondo problema, quello dettato dal fattore imprudenza: non si può certo dire che quello stop non sia visibile, tra segnaletica orizzontale e verticale, eppure non sono rari i casi di automobilisti che se ne fregano beatamente e vanno a dritto senza nemmeno rallentare, col rischio non solo di scontrarsi con le auto che arrivano da via Santa Croce (che hanno diritto di precedenza), ma anche di travolgere pedoni o ciclisti.
E poi l'ultimo caso, quello degli automobilisti che, sempre da via San Nicolao, imboccano contromano via Santa Croce girando a sinistra. E qui non è solo colpa dell'imprudenza. Certo, si presuppone che chi viaggia qui, visto che siamo in Ztl, conosca le direzioni di marcia, anche perché se ci si dovesse basare sulla cartellonistica quell'errore sarebbe quasi giustificabile. Questo perché allo stop su via San Nicolao non c'è il cartello (la freccia bianca su disco azzurro) a indicare l'obbligo di andare a dritto. Il divieto di accesso all’inizio di via Santa Croce, invece, c'è, ma è come se non esistesse, visto che non brilla certo per visibilità: si tratta, infatti, di un cartello di dimensioni ridotte, e posto talmente in alto da risultare praticamente invisibile a un automobilista, a meno di non guidare una cabriolet.
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