Finanza
Tre docenti a rischio al liceo musicale
LUCCA. Ancora acque agitate per studenti e docenti del liceo musicale, il corso che ormai dal 2007 è attivo presso il liceo artistico Passaglia. Secondo quanto denunciato da un gruppo di ragazzi...
LUCCA. Ancora acque agitate per studenti e docenti del liceo musicale, il corso che ormai dal 2007 è attivo presso il liceo artistico Passaglia. Secondo quanto denunciato da un gruppo di ragazzi iscritti alla scuola, tre docenti dell’istituto (i professori Massimo Salotti, Paolo De Felice e Mauro Fabbri) sono “costretti” ad abbandonare a causa di un cavillo contenuto nella legge sulla “Buona scuola”. A confermarlo, con un post sul proprio profilo Facebook è proprio uno dei tre docenti, Massimo Salotti, che chiude con un amarissimo «Tu chiamala se vuoi, buona scuola...».
In sostanza, a creare problemi sarebbe il “combinato disposto” fra la legge e il contratto collettivo nazionale, che metterebbe fuorigioco percone che insegnano nei licei musicali(come precari) fin da prima del 2010. E che finora erano stati salvaguardati.
La notizia ha creato molto malumore fragli studenti che hanno voluto far pervenire ai docenti il proprio sostegno con una lettera piena di ricordi e di ringraziamenti per il percorso intrapreso insieme.
«Persone speciali al mondo ne ho viste... ma poche erano all'altezza di chi adesso non insegnerà più al liceo musicale di Lucca... buona scuola un tubo! A me ha fatto solo soffrire invece che del bene! Mi mancherete... ciao», scrive Nicola. E Michele: «Un saluto. Un saluto a tre grandi professori di una grande scuola come il Liceo Musicale di Lucca. Abbiamo lottato, anche noi studenti, insieme ai nostri professori, vittime di una schiforma come la Buona Scuola. Hanno avuto anche la presunzione di chiamarla "Buona". Me ne dispiace molto, veramente. Erano tre grandi professori, ci eravamo affezionati. Ma l'Italia funziona così, no? Si lodano i ladri e si mettono i bastoni tra le ruote ai migliori. Una società che cambierà. Noi non lasciamo soli i nostri professori, perché anche se non saranno più a scuola con noi, rimarranno i nostri insegnanti. Nostri Insegnanti. Alla faccia di Renzi!».
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