Il Tirreno

Lucca

Troppi furbetti sul suolo pubblico

di Flavia Barsotti
Troppi furbetti sul suolo pubblico

Bar e ristoranti tendono a oltrepassare il confine di affitto. «Dobbiamo lavorare d’estate per pagare le spese dell’inverno»

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LUCCA. L’ora di pranzo, gli ultimi giorni estivi per approfittare dei turisti e tanti clienti da mettere a sedere al bar o al ristorante. Troppi talvolta, considerando il numero spesso limitato di tavolini all’aperto concessi dal Comune con l’affitto del suolo pubblico. «Cosa fare per non rinunciare a un guadagno sicuro, importante per chiudere bene la stagione?». La domanda dei titolari di molti esercizi del centro ha sovente una sola risposta: sforare il perimetro autorizzato, sfidando sorte e controlli e sperare nel silenzio di chi vive o lavora vicino.

Una tentazione, questa, a cui più o meno tutti sembrano aver ceduto almeno una volta, ma, per qualcuno che riesce a farla franca, c’è anche chi finisce per pagarla cara. La segnalazione, infatti, arriva da un cittadino e riguarda la zona di piazza San Frediano dove, in pieno giorno, il tavolo di un punto di ristoro è stato collocato al centro della piazza, lato via Fillungo, al di fuori dell’area che potrebbe occupare. «È nostro - conferma il titolare del Bar Il Quadrifoglio - Spesso non ho abbastanza posto per accogliere tutti. Lavoriamo l’intera estate per coprire anche le spese dell’inverno e per dare un servizio. Non ci passava colui che si è lamentato? Non mi venite a parlare di decoro. Regolare o no, non importa, può capitare a volte di finire un po’ più in là».

L’argomento, s'intende, è piuttosto scomodo, tanto che i proprietari di diversi esercizi, accettano di parlare solo con la garanzia dell’anonimato. Troppa la paura di attirare su di sé i controlli dei vigili urbani, altrettanta quella di inimicarsi il vicinato. Il caso eclatante del Bar Il Quadrifoglio, del resto, non è isolato. «Capita di sforare - affermano da una pizzeria, mostrandoci i clienti seduti venti centimetri più in là del dovuto - Le regole ci sono: bisogna cercare di essere corretti e agire secondo coscienza, valutando, ad esempio, la distanza da un’altra attività o dall’ingresso di un’abitazione. Abbiamo preso una multa di 140 euro proprio due settimane fa».

Una cifra piuttosto bassa, che spesso convince i commercianti a rischiare, sebbene a loro avviso siano diverse le ragioni che inducono in errore. «La notte la gente viene e bivacca sui tavoli, spostandoli - proseguono - Se la mattina ci fanno il verbale, di chi è la colpa? Qui non ci sono barriere, a volte è il cliente che si allarga. Altre, per far sedere qualcuno in più, siamo noi ad aggiungere posti, andando oltre il limite».

Seimila euro è la cifra che qui, da marzo a novembre, devono pagare per circa 60 metri quadrati. «A questi si sommano la spazzatura e l’investimento degli ombrelloni: le spese vanno recuperate e l’occasione fa l’uomo ladro».

In giro infatti c’è chi allunga il tavolo all’aperto per far sedere una comitiva; chi si concede più spazio per dare un po’ di respiro ai consumatori e chi, invece, posiziona il piano e le sedie ben oltre l’area concessa dal Comune, in modo da conquistare più spazio. «I mesi estivi per noi sono i più importanti - dichiarano da un ristorante - Chi fa le segnalazioni deve pensare a quanti costi dobbiamo sostenere. Se mettiamo qualche coperto in più all’esterno, ma facciamo in modo che non dia fastidio, perché non venirci incontro?».

Una situazione che, per qualcuno, assume contorni più ampi. «I disagi riguardano anche la sicurezza. Talvolta si finisce per intralciare il passaggio di mezzi di soccorso». Il numero e la frequenza delle verifiche effettuate dai Vigili sembra però variare da zona a zona, spesso in relazione alle segnalazioni di privati. Se qualcuno infatti sostiene che la parte compresa fra piazza Santa Maria, piazza San Frediano e via Fillungo, sia piuttosto battuta, c’è anche chi non manca di sottolineare come, fra piazza San Michele, piazza Grande e Corso Garibaldi, i controlli si facciano più sporadici.

«Per il Summer Festival ho ricevuto una multa di 140 euro - dichiara Michele Casciani del Bar Pacini - In vent’anni, i vigili saranno passati tre o quattro volte». Su questo argomento, discutendo con i commercianti, ne vengono fuori molte di storie. «Per risolvere il problema del suolo pubblico, poco tempo fa, dopo che avevo chiuso il locale - continua Casciani - un’attività vicina ha fatto sedere i clienti ai miei tavoli. Con un po’ di polemica però questo comportamento, durato una settimana, ha avuto fine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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