Il dolore
Altri 140 profughi in arrivo: il Comune chiede aiuto
Lucca: l’assessore fa appello alla prefettura affinché distribuisca i nuovi ospiti in modo equo su tutto il territorio provinciale
LUCCA. Centoquaranta profughi. Tanti ne arriveranno nelle prossime ore sul territorio provinciale, in pratica il 10,5 per cento (la quota stabilita per Lucca e provincia a livello regionale) di quelli previsti in entrata in Toscana a seguito dei copiosi sbarchi sulle coste italiane negli ultimi giorni.
E di questi nuovi e imminenti arrivi - su un territorio che allo stato attuale ospita 161 migranti nella tensostruttura della Croce Rossa alle Tagliate e altri 170 suddivisi in varie strutture sul territorio provinciale (331 in totale, questi i numeri a ieri) - è particolarmente preoccupato l’assessore Antonio Sichi. A questo punto anche più: indignato perché continuano a esserci amministrazioni comunale in provincia - da Pietrasanta a Montecarlo per fare gli esempi più eclatanti - che di accoglienza non voglion sentir parlare. Sichi infatti auspica un intervento urgente della prefettura in questo senso.
«Se in tutti i Comuni oltre i diecimila abitanti del territorio provinciale fosse rispettato il rapporto uno a seicento fra abitanti e migranti ospiti - spiega l’amministratore - la tensostruttura delle Tagliate sarebbe vuota o quasi. Mi auguro che questa nuova ondata di arrivi non incida solo sui comuni più accoglienti. Siamo nel pieno di un’emergenza umanitaria mondiale. Mediamente su cinque migranti che fuggono ne arriva uno vivo. L’accoglienza non può essere discrezione di un sindaco, non possiamo essere ostaggi. La prefettura è un organismo di governo che deve nei limiti del possibile gestire l’emergenza in concordanza con gli enti di riferimento. Non vorrei ritrovarmi con un’ulteriore forzatura su Lucca e una distribuzione sempre negli stessi comuni: la dignità di tutti è allo stesso livello. Allo stesso tempo bisogna capire che chi fugge da quei territori non può essere respinto perché non ci piace ma accolto, salvato e non fatto affogare».
Sichi lancia un appello anche alla Regione Toscana affinché «inserisca meccanismi di premialità e penalizzazione nell’erogazione delle risorse: chi accoglie i migranti in futuro avrà un carico sociale maggiore se una parte di loro deciderà di rimanere. Quanto alla prefettura, auspico, lo ribadisco, che la distribuzione dei migranti avvenga con un po’ più di coraggio».
Dopodiché Sichi rincara la dose sul biasimo verso i sindaci che si ostinano a rifiutare l’accoglienza, in particolare alla luce della polemica scoppiata dopo il terremoto, quando il sindaco di Montecarlo Vittorio Fantozzi ha sottolineato la necessità di agire a tutela dei terremotati in via prioritaria piuttosto che continuare a sostenere i migranti. «Purtroppo ormai la politica privilegia il consenso: è più facile parlare alla pancia dei cittadini - conclude Sichi -. Un amministratore deve trovare risposte, non un colpevole. Siamo impegnati a sostenere i terremotati ma dobbiamo avere un occhio anche sulle aree del meridione dove gli sbarchi ci sono di continuo».
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