Sicurezza
Si finge assicuratore per truffare un’anziana
Con un complice avrebbe simulato un incidente del figlio. Il gip ha chiesto il rinvio a giudizio
LUCCA. Ennesima truffa ai danni di anziani in casa. La Procura ha chiesto al gip Pezzuti il rinvio a giudizio per Luigi Pecoraro, classe 1960, originario di Napoli, per truffa in concorso con altre persone ancora da identificare.
La scorsa primavera l’uomo, verosimilmente dopo aver studiato a fondo la situazione e messo a punto il suo piano criminoso, era riuscito a introdursi nell'abitazione della vittima prescelta in località Arancio. Il truffatore si era presentato a casa di una signora, accreditandosi come l'assicuratore del figlio.
Ben vestito e pacato nei modi, stando al racconto della donna parte offesa nel procedimento penale, Pecoraro iniziò a raccontare la sua storia con l'unico intento di farsi dare del denaro «tramite artifici e raggiri». Il falso assicuratore disse alla donna che il figlio era rimasto coinvolto in un incidente stradale con feriti, che stava bene, ma che era stato fermato dai carabinieri e si trovava in caserma perché la sua auto era sprovvista della copertura assicurativa. L'unico modo – aveva proseguito il truffatore – per uscire dalla brutta situazione in cui si trovava il figlio era di pagare il premio assicurativo e gli arretrati, e di portare il tagliando in caserma per consentire la liberazione. Aggiunse di essere stato contattato dall'avvocato indicato dal figlio e che per lui non c’erano problemi a fare "una cortesia" a un cliente.
A questo punto la commedia inscenata diventò una tragica truffa ai danni di una povera anziana spaventata. Il finto assicuratore chiese il numero del cellulare del ragazzo per contattarlo e parlare con lui. La donna fornì il numero, ma, ovviamente, il truffatore invece del ragazzo chiamò un suo complice che si finse un maresciallo dei carabinieri. A quel punto il gioco era fatto. Il falso carabiniere confermò telefonicamente la versione fornita dal truffatore, che nel frattempo aveva passato il telefonino alla donna. E la truffa era servita. L'anziana signora si convinse definitivamente e, nel giro di un'ora, dopo aver chiamato il marito e un parente consegnò nelle mani del truffatore ben 2.750 euro (la somma stimata dal falso assicuratore per chiudere la partita, portare il tagliando assicurativo al figlio che sarebbe stato liberato mentre l'assicurazione avrebbe pagato i danni provocati dall'incidente stradale).
Uscendo di casa l’uomo ricevette anche i ringraziamenti della donna per l'interessamento e la cortesia. Solo dopo alcune ore la scoperta del raggiro, la denuncia ai carabinieri e poi le indagini della Procura, che riescono a risalire al truffatore fino alla richiesta di rinvio a giudizio dei giorni scorsi. Il 7 settembre il gup deciderà, mentre altre indagini sono in corso alla ricerca dei complici.
Vincenzo Brunelli
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