Sicurezza
Mancano undici presidi nelle scuole della Lucchesia
Oggi l’assegnazione dei posti da dirigenti ancora vacanti negli istituti provinciali Le possibilità: nominare reggenti di più istituti o cercare nelle regioni del Sud
LUCCA. Sono undici e ancora non sono stati assegnati. Sono i posti per dirigente scolastico rimasti scoperti nella provincia di Lucca. Le assegnazioni dovrebbero concludersi nella giornata di oggi, così come anticipato dal responsabile della Flc-Cgil di Lucca, Antonio Mercuri. In Toscana non ci sono presidi vincitori di concorso in graduatoria, perché sono stati già redistribuiti tutti. Ora, quindi, le strade percorribili sono due: affidare le scuole vacanti attraverso reggenza, oppure “pescare” dalle graduatorie ancora attive, presenti in Campania e Sicilia.
«Di sicuro e di preciso non abbiamo ancora niente - spiega Mercuri - Sappiamo però che hanno aperto ad altre Regioni, quindi è possibile che procedano ad assegnare i posti attraverso graduatorie extra Toscana. L’alternativa è la reggenza, cioè affidare due istituti a uno stesso dirigente: cosa che potrebbe verificarsi nel caso delle scuole sottodimensionate. Qua, infatti, essendo il numero degli iscritti inferiore al limite minimo prestabilito dal Ministero, è il reggente a guidare la scuola, con funzioni del tutto assimilabili a quelle di un dirigente scolastico tout court».
Degli undici istituti vacanti in provincia di Lucca, quelli sottodimensionati sono tre: istituto comprensivo di Camporgiano (con 382 alunni), "G. Puccini" di Pescaglia (con 301 iscritti) e "Martiri di Sant'Anna" di Stazzema, con i suoi 233 studenti.
Gli altri otto, invece, riguardano gli istituti comprensivi di Camaiore, Piazza al Serchio, Castelnuovo di Garfagnana, Torre del Lago, Pietrasanta (istituto comprensivo Pietrasanta 1), Lucca 4 (San Marco, Vallebuia, Monte San Quirico, Mutigliano e via Salicchi), l’istituto superiore di Castelnuovo e l'istituto scientifico-tecnologico-professionale "E. Fermi" di Lucca.
Numeri che portano Mercuri a fare una considerazione a suo dire logica. «Basta guardare i numeri - conclude il sindacalista - per accorgersi che la situazione più critica in questo momento la registriamo nella Valle del Serchio, dove i posti scoperti sono la maggior parte. Aspettiamo di capire cosa succederà oggi con le nomine e le assegnazioni, che tipo di trasferimenti faranno e quali graduatorie abbiano utilizzato».
L’unica alternativa, del resto, è pescare da altri territori. «Altrove, infatti, soprattutto nel Sud Italia, non hanno esaurito le liste dei presidi vincitori di concorso: significa che non a tutti sono stati conferiti gli incarichi» conclude Mercuri.
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