Il Tirreno

Lucca

Il cardinale pianista incide il suo primo cofanetto

di Azelio Biagioni
Il cardinale pianista incide il suo primo cofanetto

Lorenzo Baldisseri, barghigiano, segretario del sinodo, ha pubblicato una raccolta dal titolo “Florilegio musicale”: brani di Chopin, Debussy, Mozart e arie da Puccini

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LUCCA. Da uno dei palazzi di via della Conciliazione a Roma sventola la bandiera vaticana. Al secondo piano ha sede la segreteria del sinodo dei vescovi. Qui ha il suo studio Sua Eminenza il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale di questa istituzione permanente.

Ha origini barghigiane il porporato che ha occupato posti di rilievo per la Chiesa al servizio della Santa Sede come diplomatico, quindi nunzio apostolico in Haiti, Paraguay, India, Nepal e Brasile per poi nel 2012 essere chiamato a Roma da Benedetto XVI e nominato segretario della congregazione per i vescovi e poi segretario del collegio cardinalizio. E come tale è stato segretario del conclave che ha visto l'elezione al soglio pontificio di Papa Bergoglio che nel 2013 lo nomina segretario del sinodo dei vescovi e nel 2014 lo crea cardinale.

Ma Lorenzo Baldisseri è ormai conosciuto con l'appellativo di “cardinale pianista”.

È, infatti, un fine musicista, profondo conoscitore e cultore della musica, baccelliere in canto gregoriano al Pontificio istituto di musica sacra, formatosi in pianoforte con maestri italiani e stranieri e poi perfezionatosi con il pianista e direttore d'orchestra Joao Carlos Martins e la pianista Beatriz Salles. E' l'unico porporato nella storia della Chiesa ad aver inciso una raccolta musicale.

Da poco, infatti, a cura della Libreria editrice vaticana, in tutta Italia si trova "Florilegio musicale", un cofanetto di tre cd di musica dei grandi autori che il cardinale esegue al pianoforte, strumento che non può mancare nello studio dove ci riceve. Sorride il porporato quando gli diciamo che è stato il cardinale più veloce per la sua creazione. In pratica la decisione fu presa da Francesco pochi minuti dopo la sua elezione. «Ricordo con emozione il conclave - racconta il cardinal Baldisseri - Io ero l'unico non porporato presente in quanto segretario del sacro collegio. Non appena terminata l'elezione, il Papa ha ricevuto l'obbedienza dei cardinali. Mi sono avvicinato anch'io pur non essendo porporato e mi sono tolto dalla testa lo zucchetto. E lui, Francesco, mi ha appoggiato sul capo il suo solideo rosso da cardinale, che ora conservo come una reliquia in una teca. Mi sono trovato in imbarazzo, in mano avevo il mio zucchetto arcivescovile e quello cardinalizio in testa, non sapevo che fare. Alla fine mi hanno detto di tenerlo e l'ho tenuto anche il giorno seguente alla prima messa pontificale di Francesco quando anche lì ero l'unico non porporato celebrante. E' da lì che hanno iniziato a chiamarmi cardinale a metà».

Di fatti, nel primo concistoro di Papa Bergoglio, Baldisseri è stato creato cardinale. Ruoli importanti e delicati quelli affidati a Lorenzo Baldisseri, da sempre legato alla sua Barga. Anche quando era nunzio apostolico in Brasile un periodo di vacanze lo passava nel barghigiano a casa del fratello, don Silvio. E continua ancora a tornare. A breve il cardinal Baldisseri tornerà a Barga. La prossima occasione sarà il 21 e 22 settembre per il 60° anniversario sacerdotale del fratello prete. La sera del 21 si siederà al piano anche Sua Eminenza per poi lasciare spazio al concerto di Massimo Salotti che il cardinale ricorda quando lo invitò a esibirsi in Brasile.

«Insieme a Massimo - rammenta il cardinale - c'era anche Giorgio Berrugi di San Giuliano Terme prima clarinettista ora apprezzato tenore. Sono stato io a lanciarli dal punto di vista artistico all'estero. I due si esibirono presso la nunziatura brasiliana e anch'io suonai qualcosa al pianoforte».

Dal 2012 Lorenzo Baldisseri è a Roma.

«I primi 14 mesi ho abitato a Santa Marta - racconta - gli ultimi due dei quali insieme a papa Francesco. Facevo colazione, pranzo e cena con il pontefice. Un uomo di una semplicità straordinaria. Durante i pasti è Francesco che si alza per andare a prendere il vassoio con il cibo».

Visto l'incarico ricoperto il cardinal Baldisseri incontra di frequente Francesco. E c'è un aneddoto simpatico che risale a poco tempo fa. «Terminata la prima assemblea sinodale - ricorda il porporato - avevo organizzato un incontro qui in segreteria per ringraziare tutto il personale del sinodo. Partecipava anche il Papa. Quel giorno l'ascensore non funzionava e Francesco salì per le scale. Sono due piani è vero ma viste le rampe sembrano quattro - sorride il porporato - Arrivato negli uffici feci accomodare il Santo Padre dove siamo ora e per farlo riposare gli suonai tre pezzi al pianoforte, due di Chopin e uno di Piazzolla “Adios nonino", che per gli argentini è un po' il nostro “Va pensiero”. Avevo suonato anche per Benedetto quando ero in Brasile nel 2007 - ricorda ancora il cardinale - e poi su invito del pontefice a Castel Gandolfo. La cosa curiosa è che in quell’occasione c'erano Papa Ratzinger con il fratello sacerdote e io con mio fratello, pure lui presbitero. E tutti e quattro musicisti perché anche il papa emerito sa suonare il piano. Suonai tutto il primo disco contenuto nel cofanetto, 53 minuti senza interruzioni. Fu Benedetto a dire che gli applausi andavano fatti solo in fondo all'esibizione. Una soddisfazione unica».

Si chiama "Florilegio musicale" questo cofanetto dove sono racchiuse musiche, fra gli altri, di Chopin, Debussy, Schumann, Mozart ma anche Liszt e Albeniz e l'omaggio a Francesco con Piazzolla. «E poi - aggiunge il cardinal Baldisseri - non potevano mancare Puccini e Mascagni. Di quest'ultimo ho scelto l'intermezzo di Cavalleria Rusticana, di Puccini invece “Il valzer di Musetta” che noi ricordiamo all'interno della Boheme ma che il compositore aveva scritto prima dell'opera e conosciuto come “Piccolo valzer”. C'è, quindi, anche la mia terra».

Parlare col porporato è come fare una chiacchierata con una persona di famiglia. «Io sono con la gente e per la gente - dice -. Non amo stare nella solitudine e mi piace stare con i giovani. Come quando novello sacerdote avevo costituito due piccole orchestre. Come mi è venuta l'idea del cofanetto? È nata nel 2007 quando registrai il primo cd. Ero nunzio apostolico in Brasile e seppi di un pianista mio coetaneo che abita a San Paolo, un artista eccezionale. Si chiama Joao Carlos Martins. La prima incisione l'ho fatta con lui. Poi il secondo cd l'ho registrato nel 2012 alla vigilia della partenza per Roma. Quindi l'ultimo nel 2015, anche questo in Brasile dove sono tornato per l'incisione».

Il cardinale Baldisseri parla poi dell'ultimo incontro con Benedetto. «Il 13 luglio - dice - sono stato ricevuto in udienza da Benedetto XVI e gli ho regalato il cofanetto. Anche a Francesco l'ho fatto avere e l'ultima volta che mi ha visto mi ha salutato come “cardinale musicista”».

Nello studio del cardinale Lorenzo Baldisseri in via della Conciliazione c'è un bellissimo pianoforte a coda, un C5 Yamaha, prima era a Fornaci di Barga, apparteneva al fratello don Silvio che lo comprò a rate nel 1990. Ma anche a casa il cardinale ha un pianoforte. «In tutte le nunziature dove sono stato, tranne una, c'era un piano - racconta - E così ogni sera, dopo cena, suono almeno due ore. Faccio così da dieci anni. Non guardo la tv, in Brasile non c'erano programmi interessanti, qui in Italia qualcosa si ma preferisco la musica che è una lingua universale. Ovviamente prima di tutto per me c'è la Chiesa, questo è il mio ministero. Pensi che anni fa mi trovavo in Giappone e mi invitarono a parlare ad un incontro. Vidi che c'era un piano, ecco le parole che dissi le affidai alle note. E anche durante i vari appuntamenti presso le nunziature dove sono stato ho sempre suonato pure durante le visite ufficiali».

Il 10 luglio scorso il cardinale ha tenuto un concerto a Londra seguito dalla celebrazione di una messa partecipatissima e il 24 settembre sarà a Belluno. Presiederà una liturgia e la sera prima terrà un concerto. Il porporato riceverà, in quell'occasione, il premio annuale "Giovanni Paolo I". Prima di congedarci il cardinale si accomoda al piano e inizia a suonare. Le sue mani sembrano danzare sui quei tasti neri e bianchi. È questo il suo saluto. Un regalo inaspettato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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